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Gli articoli del DAN Europe - Linea Medica 1997

Indice

Alert Diver 1/97:
- SINTOMI SIMIL-INFLUENZALI DOPO L'IMMERSIONE
;
- GRAVE DIARREA;
- PIANIFICARE L'ASSISTENZA DI EMERGENZA.
Alert Diver 2/97:
- Possibilità di PDD dopo un intervento chirurgico alla spalla
Alert Diver 3/97:
Colpo di ventosa della maschera
Alert Diver 4/97:
Ipertiroidismo e attività subacquea

Estratti degli articoli pubblicati su Alert Diver 1/1997

SINTOMI SIMIL-INFLUENZALI DOPO L'IMMERSIONE.
AIert Divar Jan/Feb 97 pago 21

Il caso: frequenti sintomi simil-influenzali, con malessere, brividi e febbre 2-3 ore dopo l'ultima immersione del primo giorno di vacanza sub. Nessun altro sintomo, come mal di testa, disturbi respiratori o sintomi neurologici, se non un vago senso di fastidio e irritazione polmonare e, qualche volta, tosse secca. Normalmente in miglioramento dal secondo giorno. Esami radiologici, elettrocardiogramma ed esami di laboratorio normali. L'interpretazione: questa sintomatologia potrebbe avere diverse spiegazioni possibili. La respirazione di gas compressi può provocare un barotrauma polmonare; l'aspirazione di acqua salata attraverso un erogatore difettoso può provocare sintomi simili. Forme moderate di MDD spesso comportano malessere ed affaticamento, ma generalmente non febbre e brividi. Si potrebbe trattare di una coincidenza fra patologie preesistenti. È possibile che la respirazione di aria a pressione diffonda microrganismi dal sistema di respirazione ai polmoni. Questo è stato descritto nei "Proceedings of the Eighth Symposium on Underwater Physiology," A.J. Bachrach and M.M. Matzen, editors, Undersea Medical Society, Bethesda, 1984, pp. 113-180.
Una simile eventualità può essere prevenuta con una buona manutenzione ed una regolare ed accurata pulizia degli erogatori.
Le statistiche DAN registrano alcune ricorrenti similitudini in diverse chiamate per sintomi di questo genere, altrimenti difficilmente spiegabili. In tutti i casi si trattava di sintomi simil-influenzali che insorgevano entro poche ore dall'immersione. Ouesto avveniva sempre dopo la prima immersione del giorno o dopo la prima giornata di immersioni. I sintomi si risolvevano sempre entro 24-48 ore. Dal momento che il numero di chiamate di questo tipo ricevute dal DAN è scarso, riteniamo che non si tratti di un problema diffuso e frequente, ma servono piò informazioni riguardo a questo tipo di sintomatologia post-immersione e sulle sue correlazioni con l'immersione stessa. Sintomi simil-influenzali post immersione devono sempre essere valutati con grande attenzione e mai sottovalutati. Il DAN raccomanda di farsi visitare da un medico e di escludere la possibilità di una patologia da decompressione, che dovrebbe sempre essere considerata in presenza di sintomi dopo un'immersione. Chiunque abbia sperimentato su di sé una simile sintomatologia è invitato a farlo sapere al DAN, includendo le seguenti informazioni: età, problemi di salute passati e presenti, fumatore o non fumatore (se fumatore: quanto al giorno e da quanti anni fuma, se ha smesso: da quanti anni?), medicinali assunti regolarmente e tipo, luogo e caratteristiche dell'immersione (caldo o freddo, mare o acqua dolce, tropicale, paese>, intervallo di comparsa dei sintomi dopo l'immersione, durata dei sintomi, rimedi adottati e loro risultato, volo prima delle immersioni? (se si: quante ore di volo e quante ore fra l'atterraggio e l'immersione), questi sintomi insorgono ogni volta che vi immergete, si è trattato di episodi sporadici, o è successo una volta sola?
Tutte le vostre informazioni saranno considerate confidenziali e coperte da vincolo di riservatezza, ma ci saranno utili a capire meglio l'origine di questi sintomi, non frequenti, ma abbastanza ricorrenti da meritare ulteriori indagini. Inviare le informazioni a:
DAN Europe Medical, P.0.Box DAN, 64026 Roseto Italy, Fax +39.85.89300505;
e-mail: alexnu@daneurope.org



GRAVE DIARREA, FEBBRE E PERICOLO DI VITA NEL SUD PACIFICO.
Aleut Diver Jan/Feb 97page 24

Il caso. Subacqueo di 65 anni, in buona salute, in vacanza su di un "live-aboard" nel Sud Pacifico.
Riferisce una storia clinica di episodi di diarrea intermittente negli ultimi tre anni. A metà di una vacanza sub di 12 giorni, riferisce insorgenza di diarrea profusa. Ritenendola una forma di diarrea del viaggiatore, si automedica con i farmaci antibiotici che usa di solito. Le sue condizioni, però, peggiorano durante la notte. Insorgono ripetuti attacchi di violenti brividi con sudorazione profusa. Alcuni giorni prima si era lamentato per la presenza di zanzare nella sua cabina ed aveva assunto Lariam come profilassi antimalarica.
L'Assistenza. Alle 4,30 del mattino il capitano della barca chiede ad un passeggero, medico, di esaminare il sub malato. Il medico è in grado di escludere alcune patologie, come una perforazione intestinale o dell'appendice e non riscontra segni di infezioni da forme di vita marina. Il sub, però, si aggrava ed il capitano decide di togliere l'ormeggio e di dirigersi al porto più vicino.
La barca si trovava ancora lontano dal porto e fuori portata per un'evacuazione con elicottero. Le diagnosi probabili, secondo il medico, erano malaria, setticemia o una reazione patologica al Lariam. Il capitano decideva, pertanto, di chiamare la hotline del DAN South East Asia-Pacific in Australia. Verificata la validità dell'iscrizione al DAN del sub, DAN Travel Assist organizzava l'evacuazione con aero-ambulanza ed un contatto telefonico fra i medici DAN, il medico a bordo ed uno specialista del Georgetown University Hospital di Washington, D.C. Il più vicino porto con possibilità di atterraggio per l'aereo-ambulanza era ancora a tre ore di navigazione.
Il trattamento Il sub venne evacuato per via aerea verso l'ospedale più adeguato e più vicino in Australia. La pressione sanguigna, al momento dell'evacuazione, era molto bassa ed il malato stava entrando in stato di shock. Nell'ospedale australiano fu subito iniziata terapia con antibiotici in vena e reidratazione. Il paziente mostrò un notevole miglioramento dopo 24 ore e lasciò l'ospedale dopo sei giorni. La diagnosi di dimissione fu di una setticemia da Escerichia Coli, apparentemente partita da un'infezione delle vie urinarie.
La Discussione. Può essere assai difficile predire quando un problema di carattere cronico si può riacutizzare e diventare un pericolo per la vita stessa del paziente. Questo caso non avrebbe potuto essere previsto, ma il sub era, per così dire, "preparato" anche ad imprevisti del genere, attraverso la sua iscrizione al DAN.
DAN Travel Assist ha lavorato, in contemporanea, su due continenti, per assistere questo iscritto DAN e I'aereo-ambulanza lo attendeva all'arrivo della barca in porto.
Inoltre, anche tutti gli altri passeggeri a bordo erano iscritti DAN.
"Sono stato molto contento del livello di assistenza che il DAN mi ha dato nel soccorrere questo paziente, anche se non si trattava di incidente subacqueo" ha dichiarato il medico che si trovava a bordo, anch'egli iscritto DAN. Questo sub stava molto male e sarebbe potuto morire se non fosse stato rapidamente evacuato, il suo commento, dopo la felice risoluzione dell'incidente, è stato: " Ho girato il mondo in lungo ed in largo per i miei viaggi sub e non avevo mai avuto bisogno del DAN prima, ma, questa volta, il DAN mi ha salvato la vita!"



PIANIFICARE L'ASSISTENZA DI EMERGENZA.
Alert Diver Jan/Feb 97page 30

SAPERE COSA FARE
- Sappiate chi del vostro gruppo è iscritto DAN. Ricordate che ogni iscritto DAN ha diritto ai servizi Travel Assist ed a molti altri benefici. Incoraggiate chi non è ancora iscritto a farlo prima di iniziare il viaggio.
- Assicuratevi che almeno una persona resti sempre in superficie per assistere in caso di necessità.
- Tenete a portata di mano il numero di telefono dei servizi di emergenza locali.
- Annotare e tenere anche a portata di mano il nome, l'indirizzo ed il numero di telefono del locale ospedale o presidio sanitario.
- Una volta arrivati sul posto prescelto, identificate le vie di comunicazione alternativa; se queste sono rappresentate da una cabina telefonica, assicuratevi che funzioni e tenete a disposizione monete e carte telefoniche.
- Assicuratevi che il vostro telefono cellulare sia coperto nelle zone in cui farete immersione.
- Tenete con voi e consultate la DAN Dive & Travel Medical Guide o il DAN Underwater Diving Accident Manual (disponibile in diverse lingue oltre all'inglese, n.d.t.).
- Cercate le DAN Tags sui GAV dei vostri compagni d'immersione. Se il sub infortunato è incosciente, le informazioni riportate sulla DAN Tag vi saranno utili, sia per ricordarvi i numeri telefonici d'emergenza che altre informazioni importanti sulla vittima.

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Estratti degli articoli pubblicati su Alert Diver 2/1997

Possibilità di PDD dopo un intervento chirurgico alla spalla
Il caso: donna di 38 anni. Intervento recente per la riparazione chirurgica della capsula articolare, acromioplastica, resezione della clavicola distale. Forma fisica e stato di salute eccellente.
C'è un maggior rischio di PDO? Il commento: la limitazione nei movimenti e nell'uso di un arto possono rappresentare un potenziale pericolo in situazioni di emergenza. [articolazione della spalla è un tipo di articolazione dove la stabilità è relativamente sacrificata alla necessità di mobilità. La robustezza dell'articolazione è garantita, eminentemente, dai legamenti e dai gruppi muscolari e, in termini di trauma, è particolarmente suscettibile a lussazione ed a lacerazioni tendinee o muscolari. Dal punto di vista ortopedico, qualsiasi situazione o trauma che comprometta l'apporto di sangue al sistema muscolo-scheletrico, può compromettere l'assorbimento e l'eliminazione di gas inerte. Per questa ragione, esiste sempre una certa maggior possibilità di PDD, almeno sul piano teorico, nel luogo dell'intervento chirurgico. Questa possibilità teorica, però, non è supportata da dati scientifici e resta del tutto ipotetica.
La valutazione se ritornare alle immersioni dopo un simile intervento deve comprendere accertamenti in grado di escludere la presenza di osteonecrosi o di serie limitazioni della mobilità. Se non ci sono alterazioni strutturali e se la mobilità è sufficiente a svolgere tutte le necessarie attività in immersione e fuori, riprendere l'immersione non dovrebbe comportare problemi significativi.

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Estratti degli articoli pubblicati su Alert Diver 3/1997

Colpo di ventosa della maschera

Che cos'è il colpo di ventosa della maschera? Proprio come per gli spazi d'aria presenti nei seni e nelle orecchie, anche lo spazio d'aria nella maschera deve essere compensato man mano che si scende in profondità. Durante la discesa bisogna ricordarsi di compensare o di aggiungere aria all'interno della maschera, espirando attraverso il naso. La mancata compensazione potrà creare uno squilibrio di pressione fra lo spazio d'aria all'interno della maschera e la pressione vascolare all'interno di vasi sanguigni facciali.
I delicati vasi sanguigni vicino all'occhio possono infatti rompersi e causare un livido. Tale rottura può inoltre causare un edema periorbitale o un gonfiore intorno all'occhio. Ne risulterà un ristagno di sangue sottocongiuntivale, ossia al di sotto della mucosa che ricopre la parte bianca dell'occhio (sclera) e le superfici interne delle palpebre. Tale sangue (ematoma) si raccoglie infatti fra gli strati della congiuntiva e normalmente si riassorbirà dopo un certo periodo di tempo.
Come intervenire?
A meno che non vi sia la compresenza di dolore all'occhio o di problemi visivi, non esiste nessuna terapia per il barotrauma facciale, se non il tempo. Trattandosi di un livido, l'effetto del colpo di ventosa della maschera sarà gradualmente riassorbito dall'organismo. Dolore all'occhio o disturbi alla vista, quali visione sfuocata oppure perdita di parte del campo visivo, dovrebbero essere immediatamente segnalati al proprio medico o a un oculista.
I segni e i sintomi del colpo di ventosa della maschera potrebbero richiedere fino a due settimane e oltre prima di risolversi.

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Estratti degli articoli pubblicati su Alert Diver 4/1997

Ipertiroidismo e Attività Subacquea
di JOEL DOVENBARGER

Domanda: soggetto di 42 anni di sesso femminile, con circa 9 kg di sovrappeso, che pratica regolare attività fisica. Le è stato diagnosticato un ipertiroidismo da circa un anno e mezzo. E’ stata sottoposta a radioterapia da circa 10 mesi. Attualmente assume Synthroid e il livello ormonale tiroideo è stato riportato entro la norma.

Risposta: La pratica dell’attività subacquea sportiva è normalmente sconsigliata a soggetti che soffrono di ipertiroidismo e non ricevono nessun tipo di terapia. In quantità eccessive, l’ormone tiroideo può aumentare la frequenza cardiaca o provocare disturbi cardiaci, incidere sulla respirazione, sul peso corporeo e persino interagire con il sistema nervoso centrale dando luogo a sintomi quali malessere generalizzato o ansia.
In seguito alla cura dell’ipertiroidismo, i livelli ormonali tiroidei scendono al di sotto della media, ma tale carenza ormonale può essere compensata con la somministrazione di farmaci sostitutivi sintetici. In tal caso, l’attività subacquea può essere ripresa a condizione che non vi siano altri problemi di salute e che possa essere raggiunto un livello adeguato di attività fisica.

Praticare o Meno l’Attività Subacquea
Questo caso è un chiaro esempio del desiderio di un subacqueo di continuare a praticare l’attività subacquea dopo l’insorgere di un disturbo medico. Benché non sia raccomandabile effettuare immersioni subacquee se si è affetti da ipertiroidismo sintomatico non trattato (così come nel caso di qualsiasi altra patologia o disturbo), non vi è nessuna controindicazione nel caso di ipertiroidismo asintomatico trattato.
Il modo per continuare a praticare l’attività subacquea nonostante sia stata diagnosticata una condizione patologica, quale l’ipertiroidismo o l’ipertensione, consiste nel seguire la terapia prescritta dal proprio medico, sottoporsi a controlli periodici e check-up regolari.

Consigli di Buona Salute
Nel caso in cui non seguiate ancora nessun regime di mantenimento di buona salute, ecco alcuni suggerimenti per cominciare a farlo: evitate o limitate alimenti ricchi di grassi nella vostra dieta quotidiana. Non fumate. Fate un uso moderato di alcool. Praticate una regolare attività fisica almeno tre volte la settimana. Rivolgetevi al vostro medico di famiglia per ricevere consigli su cambiamenti di stili di vita e sulla frequenza di check-ups.

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