ATTIVITA SUBACQUEA SPORTIVA
AVANZATA:
ALCUNI PERICOLI DELLE IMMERSIONI TECNICHE & Nitrox
D. H Elliott
(Nota del Redattore:
il presente articolo è stato ridotto ai concetti
basilari ai fini della traduzione. Data la complessità
delle tematiche ivi trattate, invitiamo coloro che sono
particolarmente interessati allargomento a leggere
larticolo originale nella sua completezza)
Molte scuole di immersione
subacquea sportiva insegnano ai sommozzatori ad
effettuare solo immersioni con aria compressa entro la
curva di sicurezza ed incoraggiano gli allievi ad
immergersi in sicurezza e non a profondità eccessive.
Negli ultimi anni, è stato introdotto luso di aria
arricchita di ossigeno ("nitrox", EANx) nelle
bombole.
Ciò può implicare lutilizzo di attrezzature
professionali ma senza dimenticare che si tratta di
subacquei sportivi e non professionisti, con tutte le
libertà che ciò comporta.
Al fine di stabilire un confine fra limmersione
convenzionale, avanzata e tecnica nellambito di
questa analisi, si adotterà la definizione secondo cui
un subacqueo tecnico è un subacqueo sportivo che respira
più di una miscela di gas durante una singola immersione.
Per cui, tale definizione copre sia quei subacquei che
cambiano erogatore per diverse miscele durante limmersione
(comprese le tappe di decompressione ad ossigeno) e
coloro che utilizzano gli autorespiratori ad ossigeno,
ossia versioni a circuito chiuso o semichiuso di
autorespiratori.
IMMERSIONI
ESTREME AD ARIA
I pericoli comprendono la narcosi da azoto, la
neurotossicità dellossigeno, la ritenzione di
anidride carbonica e la sindrome da "deep water
blackout", che rappresenta una particolare
combinazione dei primi tre.
Effetti dellAzoto
Le manifestazioni della narcosi da azoto sono
proporzionate alla pressione parziale dellossigeno
inalato e possono cominciare a verificarsi intorno ai 30
m. La narcosi aumenta al punto di una "perdita
parziale di coscienza" con autorespiratore ad aria
ad una profondità di circa 107 m. Il meccanismo della
narcosi è lo stesso degli anestetici gassosi e dellintossicazione
da alcool: lindividuo passa attraverso ognuna delle
fasi che si verificherebbero in tali casi, dalleccitazione
al sonno.
Effetti dellOssigeno
Le caratteristiche polmonari e neurologiche della
tossicità dellossigeno sono abbastanza note (es.
Donald, 1992), ma lossigeno in quanto gas "inerte"
(ossia narcotico) è stato finora poco studiate (Paton,
1967). Tanto maggiore sarà la profondità a cui viene
respirato lossigeno tanto maggiore sarà la
rilevanza delle sue proprietà, tantè vero che lossigeno
contribuisce anche ad amplificare la narcosi da azoto,
fatto di cui non bisogna sorprendersi. (Bennett, 1993).
Effetti dellAnidride
Carbonica
E stato ipotizzato da Case & Haldane (1941)
che la narcosi da azoto sia potenziata dalla ritenzione
di anidride carbonica, così come dimostrato da Hesser et
al (1971). Tuttavia la ritenzione di anidride carbonica
non è la causa della narcosi da profondità (Bennett
& Blenkarn, 1969). Il fattore CO2 può diventare più
preponderante nel caso di sommozzatori ad aria che
presentano una particolare tendenza alla "ritenzione
di CO2 " (Lanphier 1955).
Sono stati studiati gli effetti delle alte concentrazioni
di anidride carbonica nel caso in cui non vi sia carenza
di ossigeno nei soggetti che effettuano immersioni con
ossigeno puro(Barlow & McIntosh, 1944). Tali studi
hanno evidenziato una compromissione o perdita di
coscienza sotto sforzo pesante con ossigeno puro
respirato attraverso uno spazio morto esterno di 800 ml.
"Deep Water
Blackout"
Data linterazione fra CO2, ossigeno ed azoto a
pressioni iperbariche, il concetto del Deep Water
Blackout si basava su alcuni casi ben studiati (Elliott
1996a). Sono stati osservati numerosi casi di perdita di
coscienza da parte di subacquei.
Rispetto alla definizione di "Immersione Tecnica",
che consiste in un cambio di miscela respirata durante limmersione,
limmersione profonda non è considerata unimmersione
tecnica. Limmersione estrema con autorespiratori ad
aria risulta pertanto essere una pratica semplicemente
stupida.
IMMERSIONI
NITROX
La miscela nitrox è utilizzata in
attrezzature subacquee convenzionali dedicate per tale
tipo di miscela ed alcune parti, soprattutto per quel che
concerne limpianto di ricarica, devono essere
"libere da ossigeno" per evitare la combustione.
Per gli autorespiratori nitrox a circuito aperto può
essere utilizzato qualsiasi livello di ossigeno superiore
al 21%, ma nelluso comune si premiscela lossigeno
nellazoto al 28%, 32% e 36%.
I vantaggi derivanti dalluso delle miscele nitrox
per gli utenti consistono in un tempo prolungato dimmersione
in curva di sicurezza rispetto alla "profondità
equivalente con aria" (EAD) oppure, se si mantiene
il rispetto delle tabelle di decompressione, una
decompressione più sicura. Non è possibile ottenere i
due vantaggi contemporaneamente. Quando si respira una
miscela daria arricchita con ossigeno, si riduce lassorbimento
di azoto in profondità, ottenendo le condizioni
equivalenti della respirazione dellaria a quote più
basse, "profondità equivalente con aria" (EAD).
LEAD può essere calcolata per ogni livello della
percentuale di ossigeno:
EAD = (Profondità
Effettiva + 10) x N2% - 10
Metri
|
79%
|
Il tempo più lungo dimmersione
senza tappe di decompressione utilizzando lEAD è
in realtà illusorio, almeno per la prima immersione,
poiché a quote al di sopra dei 25 m la durata dellimmersione
sarà comunque limitata dalla capacità della bombola e
non dal tempo dimmersione in curva di sicurezza. I
limiti massimi di sicurezza per lossigeno in
immersioni nitrox sono intorno ai 36 m.
Ignorando la Profondità Equivalente con Aria durante le
immersioni nitrox e utilizzando le tabelle di
decompressione per laria alleffettiva
profondità dimmersione, i rischi di malattia da
decompressione risultano essere notevolmente ridotti.
Gli svantaggi vanno dai rischi di esplosione derivanti
dallutilizzo dellossigeno alla possibilità
di commettere errori nel miscelare lossigeno con laria
per ottenere una miscela con la giusta percentuale.
Probabilmente la preoccupazione maggiore consiste nel
rischio di annegamento, soprattutto se si utilizza un
erogatore di tipo standard con boccaglio, in caso di un
attacco epilettico sottacqua dovuto a neurotossicità
acuta dellossigeno. I limiti massimi di sicurezza
raccomandati per lossigeno variano da pO2 1.4 a 1
per mansioni eccezionali. Le immersioni nitrox con un
massimo di pO2 1.5 bar sono normalmente effettuate dallindustria
subacquea commerciale ma solo con un controllo molto più
attento dei subacquei.
IMMERSIONI CON
MISCELE DI GAS
Il subacqueo tecnico rientra normalmente in
una delle due seguenti categorie: immersioni in relitti e
immersioni in grotta. Le immersioni in relitti sono
tendenzialmente effettuate individualmente e i subacquei
tendono a portare tutta la miscela di gas con sé:
ossigeno-elio o trimix (aria-elio) per le profondità
massime, nitrox e ossigeno per le decompressioni in
corrente. Nelle immersioni in grotta i subacquei
utilizzano le stesse miscele ma tendono a lavorare in
squadra, disponendo le bombole lungo il percorso di
esplorazione durante una serie di immersioni precedenti.
Sia nel caso che sia utilizzato ossigeno-elio che aria-elio
(trimix) durante le fasi profonde di unimmersione,
il pericolo di una Sindrome Neurologica da Alta Pressione
(HPNS; Bennett & Rostain 1993) continuerà ad essere
in agguato.
AUTORESPIRATORI
AD OSSIGENO
Ossigeno a Circuito
Chiuso
Questo tipo di autorespiratore è dotato di un filtro
per lanidride carbonica e di un semplice sacco-polmone
riempito di ossigeno da cui respira il sommozzatore. Man
mano che lossigeno viene consumato, deve essere
immesso più ossigeno nel sacco polmone erogandolo dalla
bombola. Tale immissione può essere fatta "su
richiesta" ogniqualvolta che il subacqueo sente lesigenza
di ripristinare il livello di ossigeno nel sacco polmone.
Si tratta di una procedura potenzialmente pericolosa
poiché, durante limmersione, lazoto
disciolto viene lavato via dallorganismo attraverso
il circuito chiuso dellARO. Man mano che il volume
del sacco si riduce con il consumo dellossigeno, lazoto
conterrà una percentuale crescente del contenuto del
sacco. A meno che non sia immessa per tempo unulteriore
quantità di ossigeno allinterno del sacco polmone,
si potrà raggiungere il punto in cui il sacco polmone
fornisce al subacqueo una miscela ipossica. Allora il
subacqueo potrebbe inavvertitamente perdere i sensi a
causa di "ipossia da diluizione" con possibili
conseguenze letali.
Autorespiratori a
Circuito Semichiuso
Il sistema a circuito semichiuso è un sistema
dinamico. Il sacco-polmone fornisce al subacqueo la
miscela di gas, la cui composizione è soggetta a
cambiare durante limmersione.
La maggior parte degli autorespiratori nitrox a circuito
semichiuso, che sono adesso commercializzati rivolti ad
un pubblico di subacquei sportivi, si basano sullerogazione
di un gas premiscelato a portata costante.
Teoria del Sacco-Polmone
Nella maggior parte degli autorespiratori ad ossigeno-azoto
amatoriali, il gas premiscelato viene erogato ad una
portata predeterminata nel sacco-polmone. Qui, il gas
fresco si mescola con il gas già presente, la maggior
parte del quale è stato appena espirato e depurato della
CO2. In tal modo il subacqueo respira dal sacco polmone
ed espira attraverso il filtro nuovamente nel sacco
polmone da cui è scaricato il gas in eccesso
praticamente allo stesso tasso con cui viene immesso il
gas fresco. Il calcolo della percentuale di ossigeno nel
sacco polmone si basa su una semplice formula
indipendente dalla profondità. A condizioni costanti la
percentuale di ossigeno immessa nel sacco polmone potrà
essere calcolata in modo molto semplice, come qui di
seguito indicato:
O2 % = (O2
erogato - O2 consumato) x
100
|
(Miscela erogata - O2
consumato)
|
Questa percentuale è
indipendente dalla profondità e, una volta che è stata
impostata la portata di erogazione per una certa
premiscela, lunica variabile sarà il consumo di
ossigeno. La percentuale di ossigeno è anchessa
indipendente dal volume del sacco polmone. Sarà inoltre
possibile calcolare il tasso di ricambio del contenuto di
ossigeno nel sacco polmone quando varia il carico di
lavoro del subacqueo.
La suddetta formula potrà essere utilizzata per
mantenere il quantitativo di ossigeno entro un range
prevedibile. In tal modo la principale variabile durante
limmersione è quella del consumo di ossigeno che
sarà determinata dal livello di attività a partire da
uno sforzo muscolare minimo (come ad esempio quello
richiesto per scattare delle fotografie) alla capacità
respiratoria massima sostenibile (ad esempio in
situazioni di emergenza).
Un consumo minimo di ossigeno di circa 0.25 l.min
soltanto potrà essere utilizzato per determinare la più
alta percentuale di ossigeno che potrebbe essere
riscontrata nel sacco polmone. Il livello massimo
ammissibile di pO2 potrà in seguito essere utilizzato
per calcolare la profondità massima ammessa per quella
data portata e miscela.
Laltro estremo, il consumo massimo sostenibile di
ossigeno, sarà più difficile da prevedere. Per un
subacqueo di corporatura media e con una preparazione
fisica ragionevole, un O2 max di almeno 3 l.min-1 sarà
universalmente accettato.
Un consumo di ossigeno di 2.5 l.min-1 potrà essere
sufficiente con una premiscela al 40% di ossigeno con una
portata costante impostata dalla casa produttrice di 9.2
l.min-1 per ridurre il contenuto di ossigeno del sacco
polmone al 17,6%, rovesciando così i vantaggi derivanti
dallutilizzare una "profondità equivalente
con aria" ai fini della decompressione.
Poiché le tabelle di decompressione devono essere
rispettate tenendo conto della profondità massima dimmersione,
comè possibile valutare lEAD massima dimmersione?
E comè possibile programmare una decompressione
sicura?
Nel frattempo, il subacqueo attivo che utilizza un
autorespiratore a circuito semichiuso potrà preferire di
programmare luso delle tabelle di decompressione
per laria alleffettiva profondità dimmersione
raggiunta.
Quindi, immergersi con autorespiratori a circuito
semichiuso implica numerosi rischi che invece non devono
essere affrontati da subacquei che effettuano immersioni
con bombole ad aria compressa a circuito aperto. Le
possibili conseguenze comprendono lipossia da
diluizione, liperossia e lipercapnia.
Miscele di gas a
circuito chiuso
Molte delle versioni di autorespiratori a miscela a
circuito chiuso sono state messe a punto negli ultimi 25
anni. Tali autorespiratori automiscelano il gas per la
respirazione da due bombole, una di gas inerte,
normalmente elio, e laltra di ossigeno puro, con un
ottimo livello di affidabilità. Una pressione parziale
costante di ossigeno, intorno a 0.7 bar, potrà essere
monitorata da sensori e mantenuta ad ogni profondità. La
durata dellimmersione è limitata solo dalle
capacità delle bombole e dalla durata del sistema di
filtrazione. Questo tipo di autorespiratore offre buone
caratteristiche di respirazione in acqua e dovrebbe
mantenere il gas inspirato entro determinati limiti
fisiologici.
Per il subacqueo sportivo un autorespiratore a circuito
chiuso offre una lunga durata dimmersione a
qualsiasi profondità senza la necessità di dover
trasportare dei volumi eccessivi di gas. Tali
autorespiratori dovrebbero essere fisiologicamente tanto
sicuri quanto sarebbe auspicabile e solo in caso di un
problema tecnico il subacqueo sarebbe esposto ai pericoli
dellipossia, delliperossia e dellipercapnia.
Solo altri problemi, quali lHPNS e la
decompressione sicura, che non sono direttamente
correlati al tipo di autorespiratore, potranno limitare
le loro potenzialità alle maggiori profondità dimmersione
subacquea sportiva.
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