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  Estratto dell'articolo pubblicato su Alert Diver 4/97

MALATTIA DA DECOMPRESSIONE INASPETTATA
DAN Offre il suo Punto di Vista sul Dilemma se Volare o meno dopo un’Immersione

di Anthony Almon, Duke Hyperbaric Center e Donna Uguccioni, DAN Medical Research

Durante il vostro corso d’immersione subacquea vi è stato insegnato ad attenervi alle regole. Purtroppo, però, anche nel caso in cui si osservino tutte le regole per evitare la malattia da decompressione non vi è alcuna garanzia che questa non si verifichi.
Si parla di "MDD inaspettata" in caso d’insorgenza di segni e sintomi di MDD che si verificano dopo un’immersione nonostante il fatto che il subacqueo non abbia violato nessuna regola di sicurezza. Sono proprio questi casi imprevisti che hanno spinto i ricercatori a trovare dei metodi per prevenirli. Tali casi di MDD lieve imprevista si sono talvolta verificati nel corso del progetto di ricerca DAN Flying After Diving (FAD) (Volare Dopo un’Immersione), durante o dopo la fase di "immersione dei test.

SCREENING DEI SUBACQUEI VOLONTARI
Il gruppo di Ricerca DAN ha inviato dei questionari dettagliati ad ogni potenziale soggetto. Tutti gli eventuali problemi sono stati portati all’attenzione del Medico Subacqueo. Circa il 2% dei volontari candidati è stato escluso. Coloro che superano la fase di preselezione sono intervistati da un Medico Subacqueo e sono sottoposti ad un esame clinico e neurologico di base prima di essere ammessi al programma.

LE PROVE IN CAMERA
Durante l’esposizione effettiva ad una "immersione" e ad "alta quota", la pressione all’interno della camera è tenuta sotto rigoroso controllo. I tassi di compressione e decompressione sono mantenuti ad una quota costante di 9.1 metri al minuto.
Alla fine di ogni immersione e di ogni volo, il gruppo di ricerca FAD chiede ai partecipanti di autovalutarsi e di riferire eventuali cambiamenti al Medico Subacqueo. Nel caso in cui siano accusati sintomi o problemi, s’interviene immediatamente.
Quattro ore dopo il volo, tutti i partecipanti si incontrano nuovamente con il Medico Subacqueo. Tutti i partecipanti sono poi contattati telefonicamente 24 ore e 48 ore dopo il volo. Se un subacqueo non ha nulla di cui lamentarsi dopo l’ultima chiamata a 48 ore di distanza, i partecipanti saranno ritenuti privi di sintomi.
La maggior parte dei sintomi riscontrati nello studio sono stati di lieve entità, del tipo che sarebbero passati inosservati durante una reale immersione. Nel monitorare tali soggetti così accuratamente, è possibile riconoscere questi sintomi come potenzialmente correlati alla MDD. Si sono verificati cinque casi di MDD imprevista durante lo studio su 58 esposizioni.

Caso 1: Due Immersioni, di cui una a 18.2 m. per 55 minuti, con un intervallo di superficie di un’ora, e la successiva a 18.2 m. per 30 minuti. Sono stati avvertiti formicolii ai polpastrelli 15 minuti dopo la seconda immersione, con progressione verso il braccio sinistro e la spalla, senza sintomi di dolore o debolezza. Dopo aver diagnosticato una MDD II, il soggetto è stato successivamente ricompresso a 18.2 m.

Caso 2: Un’unica immersione a 30.4 m. per 20 minuti. Sono stati avvertiti dolori alle anche durante la decompressione, con una scomparsa spontanea di tale sintomo dieci minuti dopo l’immersione, senza alcun tipo di trattamento. Effettuata la diagnosi di MDD I, il soggetto è stato sottoposto a ricompressione a 18.2 m. con successo.

Caso 3: Un’unica immersione a 30.4 m. per 20 minuti. Sono stati avvertiti dolori all’anca sinistra un’ora dopo l’immersione, con forte stato d’irrequietezza in serata. Soggetto asintomatico al risveglio il mattino seguente. Nessun sintomo di dolore fino al rientro a casa in aereo. Effettuata la diagnosi di MDD I, il soggetto è stato sottoposto a ricompressione a 18.2 m. con successo.

Caso 4: Un’unica immersione a 30.4 m. per 15 minuti. E’ stato avvertito torpore alla mano sinistra dieci minuti dopo l’immersione. Effettuata la diagnosi di MDD I, il soggetto è stato sottoposto a ricompressione a 18.2 m. con successo.

Caso 5: Un’unica immersione a 30.4 m. per 15 minuti. E’ stato avvertito un forte dolore alla schiena durante la risalita, oltre a dolore bilaterale al collo e scoppiettii avvertiti nelle orecchie al momento della riemersione in superficie. Ritorno del dolore al collo la mattina seguente oltre al dolore al polpaccio destro. Effettuata la diagnosi di MDD I, la paziente è stato sottoposta a ricompressione a 18.2 m. con successo.

LEZIONI DA IMPARARE
Questi subacquei erano ben riposati, ben idratati e in buona forma fisica; hanno rispettato i limiti, hanno effettuato una risalita controllata in camera iperbarica dopo aver effettuato un’immersione riposante non impegnativa e non stressante. Hanno osservato le regole, ma nonostante ciò sono stati affetti da malattia da decompressione. Perché?
Molti dei casi di MDD studiati dal DAN rientrano nella casistica di MDD inaspettata. Non sono facili da spiegare in quanto si verificano in individui che si comportano nel pieno rispetto delle regole. Ecco perché i subacquei dovrebbero conoscere i sintomi della MDD e sapere esattamente cosa fare nel caso in cui si verifichino. Il programma di ricerca DAN continua a fare progressi nelle conoscenze sulla MDD, raccogliendo ulteriori dati ad ogni nuova serie di trials e di partecipanti. Nel prossimo futuro saremo in grado di offrire una conoscenza più concreta dei rischi della MDD.

MDD I e MDD II
La MDD I indica la presenza di dolori muscolari e/o articolari nel subacqueo senza che il medico abbia riscontrato altri sintomi di MDD II prima di iniziare il trattamento.
I sintomi della MDD II comprendono sintomi neurologici, come torpore, formicolii, debolezza muscolare o problemi alla vescica. Talvolta nel caso della MDD II, possono verificarsi anche disturbi cardiorespiratori, con sintomi quali dolore al torace ed una tosse irritante. I sintomi della MDD II possono spaziare da una lieve entità ad una grave se non gravissima entità.


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