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Gli articoli del DAN Europe


  Estratto dell'articolo pubblicato su Alert Diver 4/97

Un consiglio del Dr. Bennett
Concedetevi un margine di sicurezza in più

Idoneità.
Quale è il vostro livello di idoneità all’immersione? Fate regolare esercizio fisico? Siete sovrappeso? Tutto ciò è importante per ogni sub, ma specialmente per chi ha superato i 40 anni. Un metodo semplice per determinare la propria fitness è di vedere se si è in grado di nuotare per 200 metri in meno di 4 minuti, ma, per chi ha superato i 40 anni, un elettrocardiogramma sotto sforzo è senza dubbio un metodo migliore.
L’affaticamento è un fattore importante in oltre il 28 percento degli incidenti subacquei mortali. Lo stress e l’ansia che accompagnano spesso la fatica fisica in un ambiente ostile, possono sfociare in panico, che, a sua volta, diviene il precursore dell’incidente.

Addestramento.
Troppi incidenti (ben il 37.6 percento) accadono a sub con meno di 20 immersioni a loro attivo. Questi incidenti sono spesso associati a risalite rapide, che a loro volta indicano mancanza di controllo o panico. Ogni sub dovrebbe avere una buona esperienza in condizioni di immersione ideali, prima di intraprebdere immersioni più impegantive o profonde.

Profondità.
Dal punto di vista della Patologia Da Decompressione, maggiore è la profondità di immersione, maggiore è il rischio. I dati recenti del DAN Europe su 17.700 subacquei e 442.500 immersioni indicano un rischio dello 0.38 percento sul campione di subacquei e dello 0.015 percento su tutte le immersioni considerate. Ma per profondità inferiori a 30 metri i valori di rischio sono ridotti all 0.06 percento ed allo 0.0025 percento rispettivamente.

In Superficie.
In caso di risalita di emergenza, di avarie tecniche o di situazioni di esaurimento aria, una volta in superficie, gonfiate il GAV ed abbandonate la zavorra. Più del 90 percento degli incidenti mortali da immersione sono accaduti a subacquei che ancora indossavano la zavorra, mentre il 50 percento circa non aveva gonfiato il GAV.

Velocità di Risalita
Rallentate la velocità di risalita a circa 9 metri al minuto. Stiamo accumulando sempre più informazioni a questo proposito; recenti studi del Dr. J.R. Broome del Naval Medical Research Institute di Bethesda, confermano l’ipotesi che una risalita lenta dimezza il rischio di PDD.

Profili di Immersione
Più del 65 percento degli incidenti subacquei accadono entro i cosiddetti limiti di sicurezza indicati dai computer subacquei o dalle tabelle di immersione, senza apparenti errori di procedure da parte del sub. Le teorie sulla decompressione sono esattamente questo - teorie - e la maggior parte delle tabelle (se non addirittura tutte), non sono mai state collaudate efficacemente. Nonostante ciò l’incidenza della PDD rimane bassa, intorno a 1-2 casi su 10.000 immersioni.

Soste di Sicurezza.
Non dimenticate la sosta di sicurezza a 4-5 metri per 3-5 minuti. Anche se questo sembra ridurre notevolmente la quantità di bolle circolanti rilevabili nel circolo sanguigno attraverso la rilevazione Doppler, i dati non sono altrettanto chiari per quanto riguarda la riduzione del rischio di PDD. Il rispetto della sosta di sicurezza resta, comunque, una buona procedura di sicurezza, se non altro perché contribuisce a ridurre la velocità di risalita.


DAN's Diving Tips for the New Diver - Una guida per immergersi con buon senso.

I membri dello Staffa DAN hanno raccolto una serie di consigli e norme di buon senso, basati sull’esperienza fatta nell’assistere situazioni di emergenza subacquea durante gli ultimi 15 anni.

SIATE PRUDENTI E CAUTI.
Gli attuali limiti di sicurezza della tabelle o dei computer subacquei non costituiscono necessariamente un confine preciso fra situazioni di "embolia si" ed "embolia no".

- Restate sempre ben entro i limiti di sicurezza raccomandati e concedetevi adeguati intervalli di superficie fra le immersioni.
- Fate sempre le immersioni più profonde per prime.
- Siate pronti a modificare il piano di immersione in caso di imprevisti, quali fatica eccessiva, freddo, profondità.
- Immergetevi solo se siete ben riposati, in buona salute, ben idratati e ben nutriti. Evitate l’alcool prima delle immersioni e durante gli intervalli in superficie.
- Iniziate a compensare non appena immergete il capo e continuate a compensare con frequenza durante la discesa.
- Scendete a piedi in giù: questo contribuisce a rallentare la discesa e facilita la compensazione.
- Risalite lentamente a circa 9 metri al minuto.
- Fate una sosta di sicurezza di 3-5 minuti a 4-5 metri dopo ogni immersione.

PIANIFICATE LA VOSTRA IMMERSIONE.
- Scegliete un compagno di immersione che contribuisca sia al divertimento che alla sicurezza. Un buon compagno è qualcuno le cui capacità, la cui abilità ed il cui comportamento siano in armonia con i vostri. Concordate la massima profondità da non superare, il tempo di fondo ed il limite di consumo d’aria oltre il quale interrompere l’immersione. Ripassate insieme i segnali manuali standard ed accordatevi su eventuali segnali "personalizzati".
- Una volta sul posto d’immersione, accertatevi che le condizioni ambientali siano favorevoli.
- Assicuratevi di conoscere bene l’attrezzatura del vostro compagno. Fate sempre il controllo reciproco (Buddy Check)
- Ripassate insieme le procedure in caso di:
-separazione sott’acqua;
-profondità e tempo maggiore di quanto pianificato;
- esaurimento aria;
- vi troviate dietro la barca e controcorrente;
- avarie dell’attrezzature (per esempio il fascione della bombola allentato).

GESTITE LA VOSTRA RISERVA D’ARIA
- definite quanta aria vi serve per completare l’immersione.
- controllate il manometro.
- controllate il consumo.
- Utilizzate la "Regola del Terzo" : uste un terzo dell’aria per la discesa e la permaneza al fondo, un terzo per la risalita e tenete un terzo di riserva in caso di emergenza..

SOPRATTUTTO, SE E’ LA VOSTRA PRIMA VOLTA, AMMETTETELO!!!


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