Estratti degli articoli pubblicati
su Alert Diver 1/98
|
Paura
di volare?
Di Bruce Delphia e Joel DovenbargerIl Subacqueo:
maschio di 32 anni, sano, esperto, in forma. Non si
immergeva da quattro mesi.
Lincidente: viaggio sub di 4
giorni. 4 immersioni il primo giorno, profondità massima
24 m. 4 immersioni il secondo giorno, massimo 20 m. 4
immersioni il terzo giorno, massimo 26 m. 2 immerisioni
lultimo giorno, la prima a 20 m., la seconda a 13
m. Tutte le immersioni in curva, multilivello e con sosta
di sicurezza. Stanchezza e diarrea prima dellultimo
giorno di immersioni.
Le complicazioni: 9 ore dopo
lultima immersione, disagio generale, formicolii
all gambe, spossatezza della gamba sinistra e dolori
articolari ad entrambe le gambe. 10 ore dopo - e 19 dolo
limmersione - intorpidimento ad entrambe le gambe.
Chiamata al DAN: indirizzato all più vicina camera
iperbarica.
Trattamento: primo trattamento con
tabella USN 6, con risultato parziale. Il giorno dopo
Tabella USN 5 con risoluzione pressochè completa. 48 ore
dopo, volo verso casa, a 1800 metri sul livello del mare,
nonostante fossero ancora presenti lievi sintomi.
Arrivato a casa, spossatezza per 24 ore. Dopo 36 ore,
debolezza e formicolii alle gambe. Inviato al locale
centro iperbarico: seconda serie di trattamenti in camera
con completa guarigione. Dimesso con il consiglio di non
immergersi per almeno due mesi e con lavvertimento
che ritornare ad una altitudine elevata troppo presto
può stimolare la ricomparsa dei sintomi di una MDD
precedente.
Discussione:
il sub, in questo caso, non ha fatto errori, ma la serie
di immersioni ha comportato un notevole carico di azoto.
Dopo linsorgenza dei sintomi, ed il ritardo
iniziale nel chiedere assistenza, il sub ha ricevuto una
trattamento adeguato, con buon successo terappeutico. Il
problema riguarda la ricomparsa dei sintomi, stimolata
dal volo due giorni dopo il primo trattamento
ricompressivo.
| Raccomandazioni
in caso di esposizione ad altitudine dopo
limmersione: la ricerca DAN ha dimostrato che se
si viaggia ad altitudini superiori ai 330 metri
s.l.m., è raccomandabile attendere per almeno 12
ore dopo unimmersione singola in curva, o
per almeno 24 ore dopo immersioni multiple, fuori
curva o per più giorni di seguito. Queste
raccomandazioni si applicano nei casi normali, ma
che dire in quei casi in cui cè stata MDD
ed è stata trattata in camera iperbarica?
Lesperienza ha dimostrato che, in questi
casi, lesposizione ad altitudine può
provocare una ricomparsa dei sintomi di MDD.
Durante il volo ad unaltitudine equivalente
di
2,400 m., la riduzione della pressione può
essere sufficiente a far ricomparire i sintomi.
In simili casi un approccio cauto, prolungando
lattesa per tre - quattro giorni, è la
cosa migliore. In alcuni casi può anche essere
consigliabile respirare ossigeno durante il volo
di rientro.
|
|
Ritorna ad inizio
pagina
|
Il
Computer subacqueo è uno strumento da usare per
migliorare la sicurezza del sub.
di Dan Orr.Con levoluzione dellimmersione,
si evolve anche la tecnologia. La pridena, però,
consiglia di ricordere che la tecnologia non significa
necessariamente maggior sicurezza, ma che la sicurezza è
una nostra responsabilità individuale. I dati DAN del
1995 indicano che più dello 86% dei subacquei
infortunati si erano immersi entro i limiti di sicurezza
delle tabelle o dei computer che utilizzavano. La
responsabilità di comprendere uso e limiti degli
strumenti che utilizziamo, computer subacquei inclusi, è
solo nostra. Secondo le statistiche recenti,
lattrezzatura appare in qualche modo implicata
nellincidente, ma sotto laspetto della
"attrezzatura non familare" o "non
sufficientemente conosciuta".
Se non riuscite a trovare il comando del GAV che avete
noleggiato e saltate la sosta di sicurezza, è un
problema di cattivo progetto del GAV? Naturalmente no.
Conoscere bene lattrezzatura che si utilizza - e
quella del proprio compagno di immersione - è una
responsabilità primaria di ogni subacqueo.
La zavorra è la terza componente dellattrezzatura
- in ordine di frequenza - coinvolta negli incidenti
subacquei. Dipenda dal progetto della cintura, o
dalleccessivo peso? O, piuttosto, dal fatto che il
sub non riesce a sganciare la zavorra perché non trova
la fibbia, che si è spostata? Conoscere e comprendere la
propria attrezzatura è essenziale.
Gli stessi principi si applicano anche al computer
subacqueo. I computer sono coinvolti in circa il 5% degli
incidenti, e sono strumenti da immersione. Come per ogni
altro strumento, è nostra responsabilità comprenderne
uso e limiti.
|
Ritorna ad inizio
pagina
|
Estratti
degli articoli pubblicati su Alert Diver 2/98
|
Esaurimento
Aria!.
di J. Dovenbarger, DAN America Director of Medical
ServicesIl
subacqueo 1: donna di 25 anni, esperta. Mai
fatte immersioni in acque tropicali prima. In coppia con
la guida.
Limmersione: a metà immersione il
gruppo si è diviso. Mare calmo e caldo, visibilità
ottima. Al rientro in barca, mancava la squadra della
guida. Dopo un po i subacquei riemergevano a circa
100 metri dalla barca, nuotando in superficie con gli
snorkels. La guida si era persa ed aveva condotto il
gruppo lontano dalla barca. Il subacqueo 1 aveva finito
laria ed aveva ingoiato acqua in superficie, con il
risultato di tosse violenta durante il nuoto ed in barca.
Successivamente dichiarò di non aver controllato il suo
manometro, affidandosi solo alla guida.
Il subacqueo 2: maschio di 26 anni, con
esperienza di 10 immersioni. Attrezzatura affittata.
Limmersione: dopo 35 minuti di un
immersione pianificata a 18 metri per 45 minuti, il
subacqueo 2 indicava di aver esaurito laria.
Assistito con un octopus e portato a 5 metri per la sosta
di sicurezza, emerse senza altri problemi, grazie,
soprattutto, alla vicinanza ed allabilità della
guida nellintervenire immediatamente. Il subacqueo
2 non aveva mai segnalato, durante limmersione, di
essere vicino allesaurimento dellaria.
La discussione:
cosa sappiamo di questo tipo di incidenti? Su 356
incidenti nel database DAN 1994-96, 66 sono provocati
dallesaurimento dellaria e 51 dal "quasi
esaurimento". Nel 1996 59 incidenti su 483 hanno
comportato, oltre al quadro patologico, un eccessivo
consumo (49) o lesaurimento (10) dellaria.
Questi numeri indicano che il problema
dellesaurimento aria è in realtà più comune di
quanto non si creda. Ci sono molti modi di esaurire
laria, ma solo uno per prevenire il problema:
abituarsi a controllare il manometro frequentemente e
regolarmente durante limmersione. Qualsiasi sia la
causa di un eccessivo consumo daria, il controllo
costante del manometro vi metterà in grado di
intervenire in tempo.
|
Ritorna ad inizio
pagina
|
Estratti
degli articoli pubblicati su Alert Diver 3/98
|
Vecchie
affezioni possono complicare la diagnosi di PDD.
di JOEL
DOVENBARGER, DAN AMERICA DIRECTOR OF MEDICAL SERVICESIl Sub: divemaster
di 42 anni, in buona salute, con storia di chirurgia
della spalla 10 anni prima.
Lincidente: durante un viaggio sub
di 5 giorni, ha fatto un totale di 15 immersioni. Le più
profonde fra 27 e 30 metri. Lultimo giorno face
unimmersione di 20 minuti a 21 metri, senza alcun
problema.
Le complicazioni: dopo 5 ore
dallultima immersione, dolore al collo ed alla
spalla dove aveva subito lintervento. 12 ore dopo,
debolezza generale, ma non più dolore. Il giorno dopo,
volo verso casa. I sintomi continuavano.
Il giorno dopo, braccio e spalla erano molto più deboli
dei controlaterali e due giorni dopo i sintomi non
miglioravano ancora. A questo punto il sub chiamò il DAN
e fu inviato a visita da uno specialista.
Il trattamento: la diagnosi non poté
determinare se la vera natura del problema fosse PDD o
una recrudescenza dei vecchi sintomi. Per precauzione il
sub fu trattato in camera iperbarica con una tabella V
USN, che ebbe un risultato di parziale miglioramento. La
mattina dopo i sintomi erano ricomparsi. Fu quindi fatta
una tabella terapeutica VI, ancora una volta con sollievo
parziale.
I sintomi si risolsero quindi spontaneamente in circa tre
settimane.
La diagnosi: una diagnosi definitiva non
venne formulata, ma resto nel dubbio fra le due
condizioni sopra citate. Non si poté rilevare alcun
danno meccanico e non fu necessario alcun altro
trattamento.
La discussione:
in certi casi la diagnosi può essere difficile, anche
per i medici subacquei più esperti. La situazione può
essere ulteriormente complicata quando i sintomi di PDD
somigliano a quelli di altre patologie già note al
subacqueo.
In molti casi, quando la diagnosi è incerta, il
trattamento ricompressivo può fornire una risposta, se i
sintomi scompaiono. In questo caso, per di più, si sono
aggiunti due importanti fattori di complicazione, nel
rendere la diagnosi difficile: il ritardo nel trattamento
e lesposizione ad altitudine dopo le immersioni.
|
Ritorna ad inizio
pagina
|
Estratti
degli articoli pubblicati su Alert Diver 4/98
|
Rapido intervento in caso di EGA.
di BRUCE DELPHIA, DAN
MEDIC
Il Sub:
maschio di 34 anni, esperto, in buona salute, non
fumatore.
Limmersione: 26 metri, tempo di
fondo 20 minuti, sosta di sicurezza a 4.6 metri, senza
problemi.
Le complicazioni: Nel risalire in
superficie dopo la sosta di sicurezza, arriva una grande
onda. Sorpreso dal rapido sollevamento verso la
superficie, il sub trattiene il respiro. Un attimo dopo,
si trova in superficie, con il GAV parzialmente gonfio.
Non sente dolore o disturbi respiratori, ma, quasi
immediatamente si trova paralizzato alle gambe e ad un
braccio. Si aggrappa alla piattaforma di risalita della
barca con larto ancora funzionante e grida aiuto.
Il capitano della barca lo aiuta a risalire a bordo.
Intanto anche laltro braccio si paralizza.
Lunica cosa che il sub riesce a dire al capitano è
" ho trattenuto il respiro, non mi posso più
muovere". Il capitano inizia rapidamente il primo
soccorso e la somministrazione di ossigeno al 100%. Dopo
poco i sintomi migliorano leggermente. Vengono chiamati
la Guardia Costiera ed il DAN. Il sub resta sotto
ossigeno 100% fino allarrivo allospedale. La
diagnosi è di Embolia Gassosa Arteriosa Cerebrale ed il
sub esce totalmente guarito dalla camera iperbarica.
La Discussione:
la causa principale dellEGA è la sovradistensione
polmonare, causata da un eccesso di sovrapressione nel
polmone durante la respirazione artificiale a pressione
positiva o dalla mancata espirazione dei gas in
espansione durante la risalita da unimmersione.
Questo può avvenire per diversi motivi: apnea volontaria
o involontaria, ostruzioni bronco-polonari, broncospasmo,
eccesso di secrezioni mucose bronchiali, litiasi
bronchiale. La sovrapressione polmonare scatena una
risposta fisiopatologia rapida e complessa. Generalmente
questo non comporta, anche se può accadere, una rottura
degli alveoli polmonari, quanto piuttosto una distensione
del polmone che rende possibile alle bolle di gas il
passaggio attraverso la trama del sottile tessuto
alveolare iper-disteso, fino ad incontrare i vasi
sanguigni polmonari adiacenti e penetrarvi. In questo
modo le bolle raggiungono il cuore sinistro e la
circolazione arteriosa generale. Alcune di queste bolle -
anche la maggioranza - possono raggiungere il cervello,
con effetti immediati e drammatici, come nel caso in
questione.
Il trattamento deve comprendere il rapido intervento e la
somministrazione di ossigeno al 100%. La vittima può
essere incosciente, in preda a convulsioni o in arresto
cardio-respiratorio e dovrebbe essere immediatamente
trasportata al più vicino ed adeguato luogo di cura per
una prima valutazione e par la stabilizzazione, quindi,
al più presto, verso un centro iperbarico.
In situazioni di particolare gravità, lEGA può
provocare la rapida morte del subacqueo. La rapidità del
trattamento è essenziale e può condizionare la completa
guarigione. Limmediatezza dellinstaurazione
di RCP, se necessaria e della somministrazione di
ossigeno 100%, sono essenziali. In questi casi, maggiore
è la distanza dalla "civilizzazione", maggiore
è la necessita di unadeguata preparazione e
pianificazione demergenza.
|
Ritorna ad inizio
pagina
|