PANICO
E un pericolo reale per i subacquei ?
di Karen Shelanski
Tutti siamo potenzialmente
soggetti ad attacchi dansia in immersione. Un
recente studio ha dimostrato che oltre la metà dei sub
esperti intervistati si è trovato in simili situazioni
almeno una volta. Una maggior consapevolezza del problema
può contribuire alla sicurezza dellimmersione.
Cosè il
panico?
Può essere una risposta ad una situazione specifica,
oppure una manifestazione legata alla personalità del
subacqueo. Statistiche del DAN e della Università del
Rhode Island dicono che il panico è stato coinvolto nel
20 - 30 percento degli incidenti mortali in immersione.
Il panico può essere un fattore che contribuisce a molti
casi di embolia gassosa arteriosa, dopo una risalita non
controllata provocata dallansia.
E stato osservato che individui ansiosi, sottoposti
ad esercizio fisico intenso mentre indossano una maschera,
se la strappano via dal viso se credono di non poter
respirare adeguatamente.
E stato riferito di subacquei in preda al panico,
che si toglievano lerogatore e resistevano se il
compagno cercava di rimetterglielo in bocca, nonostante
avessero le bombole cariche ed un erogatore normalmente
funzionante.
Diversi esperti ritengono che il panico uccida più
subacquei di ogni altra causa.
Chi viene preso
dal panico?
Il panico non coglie solo gli inesperti. Anche i "veterani"
possono essere presi dal panico senza alcun apparente
motivo. Certe situazioni possono, più facilmente di
altre, generare panico: perdita daria,
disorientamento, la comparsa di un grande squalo. La
reazione individuale a questi stimoli esterni, però, può
comportare, o meno, il panico, a seconda dellindividuo.
Gestione del
panico.
Prevenite il panico. Accertatevi che lattrezzatura
sia in ordine e perfettamente funzionante e che la muta
sia idonea alla temperatura dellacqua. Non
immergetevi al di là delle vostre possibilità e della
vostra competenza. Se non avete una torcia, non
immergetevi al buio, se non siete addestrati, non
immergetevi in un relitto o sotto il ghiaccio.
Ci sono individui che sono più suscettibili al
panico.
Questi possono rispondere peggio di altri a specifici
test psicologici che consentono di misurare il livello
intrinseco dansia di un individuo. Questi test
possono identificare una tendenza al panico con unaccuratezza
del 88 percento. Non tutti, però, concordano con la
sensibilità di questi test. Alcuni studiosi ritengono
che la predisposizione allansia dipenda dallambiente
e dal contesto e che lansia possa essere superata
con laiuto dellesperienza e delladdestramento.
Escludere dallattività subacquea coloro che hanno
semplicemente un livello intrinseco dansia maggiore,
basandosi semplicemente si questo dato, sarebbe assai
difficile, se non illegittimo.
Riconoscere il
problema "Panico".
Si discute abbastanza del panico in immersione? I rischi
collegati al panico possono essere stati sottovalutati in
conseguenza della necessità di promuovere e "commercializzare"
lattività subacquea, con il risultato che molti
individui che non avrebbero nemmeno pensato di immergersi
20 anni fa, quando lo sport era considerato quasi "estremo",
adesso accorrono in frotte alle scuole di immersione.
PADI e NAUI rifiutano queste affermazioni e fanno notare
come entrambe le didattiche dedichino ampio spazio al
problema del subacqueo ansioso, del panico ed della sua
gestione, fin dai primi livelli di addestramento ed, in
particolare, durante laddestramento degli
istruttori.
Evitare il Panico.
Non dovremmo mai immergersi al di là del nostri livello
di competenza. Dovremmo fare pratica costante degli
esercizi di simulazione di emergenza e di comunicazione
subacquea. Dovremmo evitare di immergersi in condizioni
difficili, non familiari, di scarsa forma fisica, di
malessere o di malattia.
Opinioni
differenti.
Altri vedono il panico come un fenomeno più complesso e
ritengono che si dovrebbe distinguere fra panico ed ansia.
Questultima, infatti, può elicitare risposte
positive e prevenire il panico. Il panico, per contro,
comporta un individuo che è travolto dallansia e
diviene incapace di ogni azione razionale.
Inoltre la distinzione fra panico "situazionale"
e panico "da personalità" dovrebbe essere
chiarita meglio. In molti casi si tratta di una
combinazione dei due fattori. Alcuni stimoli esterni
scatenano idee, pensieri o memorie che , a loro volta,
stimolano una reazione di panico.
Il problema è perché alcuni vanno in panico ed altri
mostrano solo ansietà, mentre riescono a gestire la
situazione razionalmente.
Ciò può comportare diversi fattori, inclusa limportanza
specifica dello stimolo esterno per lindividuo
coinvolto, il fatto che ci sia stato uno specifico
addestramento ed il successo che laddestramento ha
avuto nel rafforzare le difese e ladattabilità
dellindividuo nei confronti di situazioni
impreviste
Gestire il panico comporta più del semplice non
immergersi oltre i propri limiti e richiede la conoscenza
delle proprie debolezze ed idiosincrasie. Siete
claustrofobici in certe circostanze? Avete paura degli
squali? Fare pratica mentale di situazioni "cosa
succederebbe se..?" può essere estremamente utile
per sviluppare labilità a reagire razionalmente in
situazioni di stress.
Ricordare sempre, e ripetersi con frequenza, che "ogni
problema può - e dovrebbe - essere risolto sottacqua"
e non attraverso una risalita incontrollata, può essere
molto utile in caso di emergenza, quando il semplice
ricordare la frase può rappresentare la differenza fra
una reazione incontrollata ed una gestione razionale del
problema.
Test dAnsia
Lo State-Trait Anxiety Inventory (STAI), sviluppato dal
Dr. Charles Spielberger, è uno dei test più utilizzati
per identificare leventuale predisposizione allansia
d al panico. Questi test devono essere somministrati e
valutati da personale sanitario qualificato.
Lopinione
del Dr. BENNETT
Non fatevi prebdere dal panico, qualsiasi cosa succeda.
Di circa 2500 incidenti
mortali in un periodo di 20 anni, il 90 percento ha
colpito sub che avevano ancora la cintura di zavorra
indossata. Il 50 percento non aveva gonfiato il GAV. Il
25 percento hanno avuto i primi problemi in superficie,
non sottacqua, ed il 50 percento di questi sono
morti in superficie.
Ancora più importante è che dal 39 fino all80
percento delle morti erano associate a panico, nelle
diverse statistiche esaminate. Questo è probabilmente la
causa di tante morti in superficie. In una situazione di
panico, il sub stressato ha una sola cosa in mente:
raggiungere la superficie il più rapidamente possibile.
In simili circostanze ci si dimentica di respirare
normalmente, con il risultato di una possibile embolia
gassosa arteriosa.
Gli individui più ansiosi possono essere più facilmente
vittime del panico. Importanti segni premonitori sono: la
respirazione rapida ed affannosa, gli occhi sbarrati, lagitazione,
movimenti scomposti e lapparire "immobilizzati
dalla paura".
Per prevenire il panico è importante mantenersi in buona
forma fisica, ben addestrati ed informati sulle
caratteristiche dell'ambiente di immersione. Se non ci si
sente a posto, ricordare sempre di Fermarsi, Riposarsi,
Pensare e, solo dopo, Agire. Se ci si dirige verso la
superficie, occorre farlo lentamente ed in modo
controllato, respirando regolarmente e curando
soprattutto lespirazione.
Una volta in superficie, gonfiare bene il GAV e sganciare
la zavorra. In situazioni di emergenza, il galleggiamento
sarà migliore e la risalita in barca più agevole.
Se sapete di avere tendenza al panico, evitate di
immergersi in situazioni potenzialmente stressanti, o di
immergevi con compagni che non conoscete bene e che non
potrebbero aiutarvi ad affrontare efficacemente una
situazione di improvvisa ansia.
Qualunque
cosa succeda, pensate e combattete il panico.
|