SONO STATO PUNTO! CHE FARE?
Di Paul S. Auerbach, M.D.,
M.S.
Lesioni da corallo a lenta guarigione.
Queste lesioni sono molto comuni. La superficie del
corallo e ricoperta di una parte organica viva, che viene
facilmente strappata via dalle strutture rigide ed
abrasive sottostanti e depositata sulla abrasione o nel
taglio. Questo prolunga notevolmente il tempo di
cicatrizzazione e provoca frequentemente infiammazione e,
occasionalmente, infezione. Queste lesioni possono
impiegare settimane ed anche mesi per guarire.
Trattamento
1) Lavare bene con acqua e sapone e sciacquare
accuratamente con acqua..
2) Inondare di acqua ossigenata e quindi risciacquare con
acqua.
3) Applicare uno strato sottile di pomata alla
bacitracina, o similari, e coprire con medicazione secca,
sterile, non adesiva. In seguito, pulire e cambiare
medicazione due volte al giorno.
Se la ferita si infetta e forma una crosta purulenta,
utilizzare il sistema di medicazione "bagnato -
asciutto" per rimuovere la crosta ed esporre il
tessuto sano sottostante. Questo si ottiene applicando
garza sterile sulla ferita, senza lacuna altra
medicazione, ed imbevendo la garza
con soluzione fisiologica sterile o con una soluzione
antisettica diluita ( come iodo-povidone 1 - 5 % in acqua
distillata sterile od in acqua bollita). Dopo che il
liquido si è asciugato, la rimozione brusca della garza
rimuoverà anche la crosta purulenta.
Il tessuto sottostante dovrebbe essere di colore rosa,
lievemente sanguinante e sano. Queste medicazioni devono
essere cambiate una o due volte al giorno, per qualche
giorno o fino a quando non aderiscono più. A quel punto
si riprenderà la medicazione descritta al punto 3 qui
sopra.
4) Se la ferita mostra chiari segni di infezione (rossore
intenso, pus, rigonfiamento dei linfonodi), la persona
dovrebbe essere trattata con antibiotici da parte di
personale sanitario qualificato, tenendo sempre presente
la possibilità di una infezione da Vibrioni. Questi
batteri si trovano frequentemente nellambiente
marino e possono provocare infezioni gravi ed anche
mortali.
La intossicazione da
corallo può avvenire se le lesioni sono estese o se si
tratta di una specie di corallo particolarmente tossica.
I sintomi includono ferite infette e purulente a
lentissima guarigione, notevole gonfiore intorno alla
ferita, linfonodi ingrossati, febbre brividi e malessere
generale. In questi casi è necessario ricorrere
immediatamente ad un medico.
PUNTURE DI
SPINE DI RICCIO
Alcuni ricci hanno spine appuntite e velenose che
penetrano facilmente nella pelle. Altri, specie nel sud
Pacifico, possono avere piccole appendici a tenaglia, che
si attaccano alla vittima ed inoculano il veleno. Le
punture di riccio sono dolorose. In caso di punture
multiple, si possono avere reazioni generali anche
imponenti, con spasmi muscolari, disturbi respiratori,
astenia (debolezza estrema), collasso cardio-circolatorio.
Trattamento
1) Per alleviare il dolore, immergere la ferita in acqua
alla massima temperatura tollerabile ( in genere da 43 a
45 °C) . Altri rimedi empirici, come lapplicazione
di aceto o di urina sono generalmente meno efficaci. Se
necessario usare farmaci antidolorifici.
2) Rimuovere tutte le spine visibile, con cautela. Non
scavare intorno alle spine per rimuoverle. Il rischio è
di romperle dentro alla ferita, rendendone più difficile
la rimozione. Non rompere le spine intenzionalmente. La
presenza di colore violaceo o nero, dopo una puntura di
riccio, non indica necessariamente la presenza di un
frammento di spina. Il colore può essere dovuto alla
permanenza del pigmento della spina rimossa. In genere il
pigmento viene riassorbito nellarco di 72 ore circa.
Se il colore permane, la presenza di un frammento di
spina è probabile.
3) Se la puntura è causata da specie di ricci con
appendici a tenaglia, immergere in acqua calda, quindi
applicare schiuma da barba o sapone e radere la zona.
4) Recarsi da un medico se le spine sono infisse
profondamente nella mano, nel piede o vicino ad unarticolazione.
In alcuni casi può essere necessaria la rimozione
chirurgica, per prevenire ulteriore infezione e danni
vascolari o nervosi
5) Se la ferita mostra segni di infezione, o se la spina
è penetrata in profondità in unarticolazione, è
necessario immediato trattamento medico con antibiotici ,
tenendo presente la possibilità di infezione da Vibrioni.
6) Se una puntura del palmo della mano esita in un
gonfiore persistente di uno o più dita, senza altri
segni di infezione, può essere necessario un ciclo di
terapia anti-infiammatoria o, nei casi più severi,
cortisonica.
PUNTURE DA
PTEROIS, SCORFANI E PESCE PIETRA
Questi pesci posseggono spine dorsali, anali e pelviche
che trasportano il veleno dalle ghiandole velenifere fin
dentro alla ferita.
Le reazioni comprendono arrossamento o aree di pallore
cutaneo, gonfiore e vesciche (nel caso degli Pterois). Le
lesioni possono essere estremamente dolorose ed
occasionalmente letali ( nel caso del Pesce Pietra).
Trattamento
Immergere la ferita in acqua alla massima temperatura
tollerabile ( in genere da 43 a 45 °C) può rapidamente
alleviare il dolore di una puntura di Pterois, è
generalmente meno efficace nel caso dello Scorfano e poco
o per nulla efficace per le punture da Pesce Pietra. Deve
comunque essere fatto rapidamente, in quanto il calore
contribuisce allinattivazione di alcuni dei
componenti più pericolosi del veleno. Se la vittima
appare intossicata, è molto debole, vomita, presenta
difficoltà di respirazione o ha perso conoscenza, è
necessario un urgente intervento medico.
La ferita va trattata con un antisettico locale (per
esempio pomate a base sulfamidica o antibiotica) e con
cambi quotidiani della medicazione. Le punture da
Scorfani richiedono frequentemente settimane o mesi di
cure mediche per guarire. Per il Pesce Pietra esistono
antidoti specifici.
RAZZE
Gli aculei delle razze sono generalmente velenosi ed il
veleno viene iniettato profondamente nelle ferite,
cosicchè le lesioni da questi animali sono sia ferite
lacere che intossicazioni da veleno. Il dolore è forte
ed è accompagnato da sanguinamento, debolezza, vomito,
cefalea, svenimenti, disturbi del respiro, paralisi,
collasso cardio-circolatorio. La puntura, sia pure
occasionalmente, può essere letale.
Trattamento
1) Lavare la ferita con acqua. Immergere
immediatamente la parte in acqua alla massima temperatura
tollerabile ( in genere da 43 a 45 °C) per alleviare il
dolore. Può essere necessario prolungare limmersione
in acqua anche da 30 a 90 minuti. Estrarre delicatamente
ogni frammento visibile di aculeo.
2) Lavare la ferita con acqua e sapone. Non cercare di
chiuderla, per evitare di sigillarvi dentro pericolosi
batteri.
3) Applicare una medicazione e cercare assistenza medica.
Se sono necessarie più di 12 ore prima di raggiungere un
medico, iniziare un trattamento antibiotico (ciprofloxacina,
trimethoprim-sulfametossazolo o doxycyclina) per
combattere possibili infezioni da Vibrioni
4) Somministrare analgesici secondo necessità.
Prevenzione delle
punture da Razze
1) Strisciare sempre i piedi sul fondo quando si cammina
in acque popolate da razze.
2) Ispezionare sempre il fondo prima di posare un arto
sulla sabbia.
3) Non maneggiare mai una razza a meno di non sapere
perfettamente quello che si sta facendo.
DERMATITE DEL
NUOTATORE, DERMATITE DA ALGHE, PRURITO DEL NUOTATORE.
La dermatite del nuotatore può seguire
immersioni in acqua salata e colpisce prevalentemente le
aree coperte dal costume da bagno. La distribuzioni delle
lesioni cutanee è simile alla dermatite da alghe, ma non
si trovano alghe sulla pelle sotto il costume. La causa
risale a punture da parte delle nematocisti (organuli
urticanti) delle forme larvali di alcuni anemoni e meduse.
Spesso vengono riportati sintomi di pizzicore cutaneo,
generalmente nelle zone coperte dal costume, mentre si è
in acqua; i sintomi generalmente peggiorano se si fa una
doccia con acqua dolce mentre si indossa ancora il
costume. Leruzione cutanea è generalmente di tipo
orticaria, con ponfi rossastri. Il prurito può essere
intollerabile e doloroso.
Il trattamento consiste nella immediata decontaminazione
della pelle con aceto o acool per massaggi (isopropilico),
seguita dallapplicazione di lozione allidrocorstisone
1% due volte al giorno. Se la reazione è severa, ci
possono essere cefalea, febbre, brividi, debolezza,
vomito, congiuntivite, bruciore urinario; in questi casi
può essere necessaria una terapia con prednisolone per
via generale. Le nematocisti possono rimanere nel costume
da bagno anche dopo che si è asciugato; pertanto è
consigliabile lavarlo in lavatrice, dopo averlo
accuratamente sciacquato in alcool o aceto e lavato a
mano con acqua e sapone.
La dermatite del nuotatore viene confusa frequentemente
con la dermatite da alghe. Questa è provocata da alghe
blu, una specie di alghe sottili, capilliformi, comuni
nella Hawaii ed in Florida, che si infiltrano facilmente
sotto il costume da bagno. Generalmente la pelle sotto il
costume resta più a lungo in contatto umido con le alghe
e diviene arrossata e pruriginosa, presentando,
occasionalmente, vesciche ed essudazione di siero. La
reazione può iniziare da alcuni minuti a qualche ora
dopo luscita dallacqua.
Il trattamento consiste nel lavaggio vigoroso con acqua e
sapone, seguito da strofinamento con alcool per massaggi
(isopropilico) e dallapplicazione di lozione di
idrocorstisone 1% due volte al giorno. Se la reazione è
severa, può essere necessaria terapia con prednisolone
per via generale.
Il prurito del nuotatore è provocato dal contatto della
cute con cercarie, le forme larvali immature degli
schistosomi ( vermi parassiti), frequenti in tutto il
mondo sia in acque dolci che salate. Il problema insorge
quando uno strato di acqua infestata da cercarie si
asciuga sulla pelle del nuotatore. Le cercarie penetrano
gli strati esterni della cute ed il prurito inizia nel
giro di qualche minuto. Presto la pelle si arrossa e si
gonfia, presentando intensa eruzione, occasionalmente di
tipo urticarioide. Entro 24 - 48 ore si possono anche
sviluppare vesciche.
La reazione può essere prevenuta strofinando la pelle
con un asciugamano immediatamente dopo luscita dallacqua,
per evitare che le cercarie penetrino la cute. Dato che
le cercarie sono frequenti nelle acque basse e calde, è
prudente evitarle.
Se la reazione è iniziate, la pelle deve essere irrorata
di alcool isopropilico e quindi ricoperta con una lozione
alla calamina ( calamine lotion - reperibile nei paesi
anglosassoni. In Europa può essere sostituita con
preparati antipruriginosi per uso esterno, contenenti una
combinazione di antiistaminico ed analgesico. Consultate
il vostro medico per lindicazione della specialità
più facilmente reperibile nella vostra zona). Se la
reazione è severa, può essere necessario trattamento
con prednisolone per via generale.
PUNTURE DA
MEDUSE
(incluse lesioni da corallo di fuoco,
idroidi ed anemoni) .
Le lesioni avvengono per
il contatto con tentacoli, o altre appendici, portatori
di nematocisti ( organuli urticanti ).
A seconda della specie, della dimensione, dellarea
geografica, della stagione e di altri fattori, gli
effetti delle punture possono variare, in gravità, da un
lieve bruciore ed arrossamento cutaneo, fino a dolore
intollerabile con gravi lesioni cutanee e seria
compromissione dello stato generale della vittima ( con
nausea, vomito, disturbi del respiro, spasmi muscolari,
ipotensione arteriosa) Anche frammenti di tentacoli
spiaggiati dal mare possono essere pericolosi ed avere
nematocisti ancora attive, anche dopo alcuni mesi e non
dovrebbero mai essere maneggiati a mani nude.
La famigerata medusa Sea Wasp (Chironex fleckeri)
australiana possiede uno dei più potenti veleni animali
conosciuti. La puntura di questi animali può provocare
la morte in pochi minuti per arresto respiratorio,
aritmia cardiaca e shock.
Trattamento
SIATE PRONTI A FRONTEGGIARE UNA REAZIONE ALLERGICA DOPO
UNA PUNTURA DA MEDUSA.
Se possibile, portate con voi un kit per il primo
soccorso delle reazioni allergiche, che includa fiale di
adrenalina iniettabile ed antiistaminici orali.
In caso di una puntura da medusa o da altri animali
urticanti si raccomanda quanto segue:
1) Se si tratta di Sea Wasp (Chironex fleckeri), irrigare
immediatamente la lesione con aceto ( o acido acetico al
5%). Mantenere la vittima immobile. Continuare lapplicazione
di aceto. Cercare assistenza medica. Lasciare che laceto
imbeva i tentacoli e le zone urticate per almeno 10
minuti prima di rimuoverli. In Australia, i guarda
spiaggia hanno spesso con se lantidoto specifico,
in forma di iniezione intramuscolare.
2) Per le altre lesioni, applicare un decontaminante
locale (aceto, alcool isopropilico, ammoniaca)
abbondantemente sulla pelle per circa 30 minuti o fino al
sollievo del dolore. (alcuni studiosi sono contrari alluso
dellalcool, perché potrebbe facilitare lapertura
delle nematocisti ). Non usare solventi organici, come
kerosene o benzina. In mancanza daltro sciacquare
la lesione con acqua di mare. Non usare acqua dolce e non
applicare ghiaccio, questo potrebbe favorire lapertura
di nematocisti ancora attive.
3) Dopo la decontaminazione, applicare uno strato di
crema da barba, o di sapone, e radere con un rasoio.
4) Riapplicare il decontaminante iniziale per altri 15
minuti.
5) Applicare uno strato sottile di pomata allidrocortisone
due volte al giorno. Possono anche essere utili pomate
anestetiche in caso di dolore persistente.
6) Se larea della lesione è grande, se la vittima
è molto giovane o anziana o se mostra segni di
compromissione generale, cercare immediata assistenza
medica. Se si vedono frammenti di tentacoli nella bocca
della vittima, fatele fare sciacqui con qualsiasi liquido
disponibile e fatela sputare energicamente. Se sono già
presenti gonfiore della bocca, ovattamento della voce,
difficoltà a deglutire o del respiro, dolore al petto,
cercare immediatamente un medico, mantenere aperte le vie
aeree, non somministrare nulla per bocca e trasportare la
vittima al più vicino ospedale.
CIGUATERA
Lintossicazione da Ciguatera è provocata
da un ampio gruppo di specie ittiche tropicali e sub-tropicali
che si nutrono di piante o piccoli pesci, che, a loro
volta, hanno accumulato la tossina da microscopici
dinoflagellati, come il Gambierdiscus toxicus. Più e
grande il pesce, maggiore la quantità di tossina
accumulata. I pesci più pericolosi sono i carangidi (Jack)
i Barracuda, le Cernie e gli Snappers.
I sintomi, che solitamente iniziano da 15 a 30 minuti
dopo aver mangiato il pesce contaminato, includono dolore
addominale, nausea, vomito, diarrea, intorpidimento della
lingua e della faringe, dolore ai denti, difficoltà a
camminare, vista annebbiata, eruzioni cutanee, prurito,
lacrimazione, debolezza, contrazioni muscolari,
scoordinamento motorio, insonnia ed, occasionalmente,
disturbi del respiro. Un segno classico della ciguatera
è linversione della sensibilità freddo-caldo, per
cui il freddo viene sentito caldo e viceversa. Le vittime
possono presentare condizioni assai gravi, fino allo
shock, già dopo pochi muniti dallintossicazione.
Sfortunatamente, molti dei sintomi più fastidiosi, anche
so non pericolosi, possono persistere, con vario grado di
severità, per settimane e mesi.
Il trattamento è essenzialmente sintomatico e non esiste
alcun antidoto conosciuto, anche se alcuni farmaci
possono essere utili, come il mannitolo in caso di alcuni
disturbi neurologici. La Proclorperazina può essere
utile in caso di nausea e vomito, gli antiistaminici in
caso di prurito. E sempre e comunque necessario che
questi farmaci siano usati sotto il controllo medico.
Durante la convalescenza devono essere evitati: pesce,
salse di pesce, molluschi, alcolici, noci, altra frutta
secca.
IMMERSIONE DURANTE
LA CONVALESCENZA DA PUNTURE O LESIONI DA ANIMALI MARINI.
In generale è sicuro immergersi se si sta assumendo un
antibiotico od un cortisonico. Nel caso di infezione di
una ferita, però, limmersione è controindicata
fino a quando la ferita non è in via di chiara
guarigione e può essere facilmente coperta con una
medicazione.
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