PRE-ANNEGAMENTO
di JOHN LIPPMANN,
Executive Director, DAN S.E. Asia-Pacific
Nota: Entrambi gli incidenti qui
descritti hanno interessato dei nuotatori, ma le stesse
complicazioni possono avvenire durante la rianimazione di
subacquei.
Incidente 1
Giovane di 6 anni, incosciente, che galleggiava a faccia
in giù in una piscina. Recuperato dal soccorritore,
mostrava bava schiumosa e rossastra da bocca e naso.
Messo sul fianco, al controllo dellABC risultava
arresto respiratorio. Linizio della respirazione
artificiale era complicato dalla difficoltà di aprire la
bocca della vittima, che era fortemente serrata.
Per circa due - tre minuti il soccorritore cercò di
aprire la bocca della vittima senza successo, alla fine
iniziò a pulire la bava schiumosa nel naso, in modo da
iniziare la ventilazione bocca-naso.
Fortunatamente, a quel punto, la vittima fece un lungo e
forte respiro ed iniziò a gridare. Il giovane si riprese
senza alcuna conseguenza. I soccorritori, però, si sono
sentiti perplessi e frustrati a causa della incapacità
di aprire la bocca della vittima; una simile possibilità
non gli era mai stata descritta prima.
Incidente 2
Un bambino venne recuperato da una piscina, incosciente
ed in arresto respiratorio.
Il soccorritore gli pulì la bocca, gli mise testa e
collo nella posizione corretta e tentò di iniziare la
ventilazione. Purtroppo notò una notevole resistenza
allinsufflazione e che il torace non si sollevava.
Dopo aver ricontrollato i segni vitali e ripetuto le
manovre di apertura delle vie aeree, ritentò la
ventilazione, ma ancora senza successo.
A quel punto il soccorritore iniziò a sentirsi sempre
più frustrato ed impotente, visto che non riusciva a
fare alcun progresso utile alla rianimazione del bambino.
Dopo circa due minuti, però, la resistenza alla
insufflazione scomparve ed il torace del bimbo iniziò a
sollevarsi regolarmente durante le insufflazioni. Dopo
alcune insufflazioni, il bambino riprese a respirare
spontaneamente.
Anche se le due situazioni descritte sono relativamente
comuni, molti soccorritori non sono informati della
possibilità di simili complicazioni in casi di
pre-annegamento.
Laringo-spasmo
Lentrata dacqua in gola può provocare uno
spasmo riflesso della laringe - il laringo-spasmo - che
ha lo scopo di impedire lentrata dellacqua
nei polmoni. La carenza dossigeno (ipossia)
provocherà, dopo un certo tempo, la cessazione dello
spasmo. Nelladulto, questo avviene in circa due
minuti, normalmente prima che si generino danni
irreversibile. Nei bambini, tuttavia, lo spasmo può
prolungarsi, anche fino al momento dellarresto
cardiaco.
Il laringo-spasmo può ostruire le via aeree
completamente o solo parzialmente. Se lostruzione
è completa, sarà impossibile ventilare la vittima fino
a quando lo spasmo non recede.
Tentativi di ventilazione forzata, a vie aeree bloccate,
possono provocare la distensione dello stomaco e
facilitare il rigurgito.
Se lo spasmo è solo parziale, invece, il soccorritore
deve tentare la ventilazione e lossigenazione della
vittima. Dopo un certo tempo, di norma, lo spasmo recede
e la resistenza alla insufflazione scompare.
Mandibola serrata
(Trisma)
Il trisma è unevenienza relativamente frequente
durante lo stato di incoscienza. E il risultato di
una disfunzione neurologica, spesso legata
allipossia. Come il laringo-spasmo, generalmente
recede in pochi minuti. In caso di trisma, non si
dovrebbe forzare lapertura della bocca. La manovra
consigliata è di liberare il naso ed di utilizzare
questa via per la ventilazione.
Bava schiumosa,
vomito, rigurgito
Queste complicazioni sono molto comuni e
dovrebbero essere sempre previste durante la rianimazione
di casi di pre-annegamento o incidenti acquatici in
genere.
In alcuni casi cè acqua nelle vie aeree e nei
polmoni, quasi sempre cè acqua nello stomaco. La
corretta gestione iniziale del soccorso ed il corretto
posizionamento della vittima, faciliteranno il drenaggio
dellacqua dalle vie aeree superiori.
La presenza di acqua nelle vie aeree provoca
lemissione di bava schiumosa, un effetto
collaterale spiacevole, ma di facile rimozione.
Lacqua nello stomaco aumenta la possibilità di
vomito o di rigurgito.
Il rigurgito è lespulsione passiva dei contenuti
gastrici, frequentemente indotta, anche,
dallentrata daria nello stomaco durante la
respirazione artificiale. Diversamente dal vomito, il
rigurgito non è preceduto e accompagnato da spasmo
muscolare, ed è più difficile da identificare
precocemente da parte del soccorritore. Il rigurgito può
essere facilitato in diversi modi durante la respirazione
artificiale:
- Se le vie aeree non
sono libere ed aperte, la ventilazione può
creare pressioni relativamente alte, che possono
spingere il gas nello stomaco. E importante
liberare le vie aeree ed aprirle completamente,
con le opportune manovre di posizionamento del
capo e del collo della vittima.
- Se viene insufflato
troppo gas nei polmoni, o se il ritmo di
insufflazione è troppo rapido e non consente una
completa espirazione, si può ugualmente generare
pressione sufficiente a spingere il gas nello
stomaco. Linsufflazione dovrebbe cessare
non appena si vede che la parte bassa del torace
e quella alta delladdome della vittima si
sollevano, mentre si deve attendere che si
abbassino spontaneamente, prima di iniziare una
nuova insufflazione.
- Il soccorritore deve
fare attenzione a non esercitare mai alcuna
pressione sullo stomaco della vittima, anche nel
caso di una distensione evidente. Ogni pressione
faciliterà il rigurgito. Si dovrà, invece,
identificare e rimuovere la causa
dellentrata di gas nello stomaco,
assicurarsi che la via aerea sia ben aperta,
evitare insufflazioni eccessive ed attendere
labbassamento della parete toracica prima
di ogni nuova insufflazione.
Contrariamente al
rigurgito, che è un fenomeno passivo, il vomito comporta
una contrazione muscolare e lespulsione attiva del
contenuto gastrico. Il vomito può essere un segno
favorevole, durante la rianimazione cardio-polmonare,
perché, spesso, significa che la vittima sta per
riprendere la respirazione spontanea.
Sia in caso di rigurgito, che di vomito, è importante
ruotare immediatamente la vittima su di un fianco,
liberare la via aerea e, in caso di vomito, controllare
rapidamente la respirazione.
In tutti i casi di pre-annegamento, una RCP rapida ed
efficace, la somministrazione di primo soccorso con
ossigeno ed il trasporto ad un presidio medico,
rappresentano la chiave del salvataggio della vittima e
della prevenzione di complicazioni e danni permanenti.
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