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  Estratto dell'articolo pubblicato su Alert Diver 1/98

INCIDENTI SUBACQUEI A CONFRONTO
DAN Australia e New Zealand contro DAN America.

di DONNA M. UGUCCIONI, DAN DIVING PHYSIOLOGIST.

Un grande vantaggio di avere uffici IDAN in tutto il mondo è che dà la possibilità di confrontare dati di diverse popolazioni di subacquei e di creare un database mondiale di centri di riferimento.
In questo articolo si confrontano i dati di 409 incidenti Australiani e Neozelandesi con 483 casi del DAN America.
I sub australi sono tendenzialmente più giovani degli americani e le subacquee sono meno frequenti che nel gruppo americano.
Gli americani hanno generalmente brevetti più elevati, mentre il numero dei novizi è equivalente.
I novizi americani, però, tendono a fare più immersioni profonde, multilivello e ripetitive. L’attività principale sott’acqua è l’osservazione in entrambi i gruppi.
I problemi di attrezzatura sono comuni in entrambi i gruppi ed interessano principalmente il GAV e la cintura di zavorra, principalmente a causa di mancanza di dimestichezza ed abilità nell’uso.
Nei casi di PDD, dolore ed intorpidimenti sono stati i sintomi più comuni nei sub australi. Circa il 6% in entrambi i gruppi aveva già sofferto di episodi di PDD precedentemente. In generale, la tipologia di PDD è stata simile nei due gruppi.
Per quanto riguarda il trattamento, i sub australi hanno generalmente chiamato con maggior ritardo ( 46% contro 63% hanno chiamato entro le prime 12 ore), il che indica, comunque, la generale necessità di una più alta consapevolezza fra i sub di entrambi le popolazioni.
La percentuale di guarigioni dei casi trattati entro le prime 12 ore è simile nei due gruppi, ma il numero di sub che hanno atteso più di 96 ore prima di essere trattati è superiore fra i sub australi ( 14% contro 8% fra gli americani). Questo dato può essere influenzato dalla collocazione geografica delle camere iperbariche nelle due zone.
L’uso di primo soccorso con ossigeno è basso in entrambi i gruppi. Solo il 23% degli australi ed il 27% degli americani lo hanno adottato.
Il metodo di primo soccorso più usato, dopo l’ossigeno, è stata l’aspirina in America e l’idratazione orale con posizionamento della vittima in Australia.
L’incidenza di residui sintomatologici dopo il primo trattamento iperbarico è inferiore in Australia (21.3 % contro 37 %). Lo stesso vale per i sintomi di tipo neurologico (9 % contro 23 %).
In conclusione, le popolazioni dei sub australi ed americani presentano caratteristiche analoghe, con alcune differenze interessanti. I dati caratterizzanti degli incidenti sono simili, ma vengono evidenziate alcune differenze di comportamento che possono essere utili quando il DAN si trova ad assistere emergenze subacquee nelle diverse parti del mondo.
Quello che appare universalmente necessario è di:
- migliorare i nostri sforzi per educare i subacquei ad una maggior consapevolezza del caratteristiche della PDD.
- Migliorare le capacità necessarie ad usare l’attrezzatura subacquea.
- Approntare dei corretti piani di emergenza per riferire correttamente i sintomi di eventuali incidenti, rispondere a quesiti specifici ed organizzare interventi di emergenza. Questo può contribuire a ridurre significativamente i tempi di intervento, anche se il luogo di immersione è molto lontano dalla struttura iperbarica.


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