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Gli articoli del DAN Europe - Linea Medica 1999

Indice

Alert Diver 1/99:
- Reazioni cutanee da contatto.
Alert Diver 2/99:
- Reazioni cutanee da contatto.
Alert Diver 3/99:
- Vivere in basso, immergersi in alto;
- Il Trauma del Barotrauma.
Alert Diver 4/99:
- Sincopi vaso-vagali e del seno carotideo
- Alzheimer e bombole

Estratti degli articoli pubblicati su Alert Diver 1/99

Reazioni cutanee da contatto.
del Dr. Paul S. Auerbach

Domanda
Eruzioni cutanee con vesciche dolorose e pruriginose, sul volto, le mani, gli avambracci e gli stinchi, due - tre giorni dopo immersioni nei Caraibi, sia con la muta che senza. Cosa può essere, come prevenirle?
Risposta
La descrizione e le immagini sono compatibili con morsi o punture, con successiva reazione allergica, che indica la probabilità di una sensibilizzazione alla sostanza tossica iniettata già in simili occasioni precedenti. Vista la zona di immersione, si potrebbe pensare a insetti o animali marini.
Insetti
Reazioni simili sono comuni dopo la puntura di certe formiche ( fire ants ) o vespe che vivono nelle zone di spiaggia, e, meno comunemente, dopo punture di zanzare.
Creature Marine.
Idroidi, anemoni, meduse, corallo di fuoco, spugne e vermi sono esempi di creature marine che possono provocare reazioni con vesciche pruriginose e dolorose. In questi casi, generalmente, il segno lasciato è spesso tipico ed indicativo di un contatto localizzato con l’organo urticante, come il tentacolo di una medusa. La situazione più comune, comunque, è quella di casi come questo: una distribuzione aspecifica di vesciche ed eruzioni cutanee che potrebbe essere, virtualmente, provocata da qualsiasi cosa che galleggi in mare.
Prurito del nuotatore. (Swimmer's Itch)
Questo è provocato da cercarie (larve vermiformi) di certi schistosomi marini e non è una causa probabile di questa eruzione, soprattutto visto che nessun altro ne è stato colpito, fra quelli che si trovavano in acqua in quel periodo.
Eczema del bagnante (Seabather's Eruption)
Potrebbe essere una forma causata da un insieme di punture di piccolissime meduse o di forme larvali di anemoni? In questo caso ci si potrebbe aspettare una reazione più intensa intorno ai polsi, al collo, lungo i bordi del costume da bagno. L’aspetto delle lesioni non è compatibile con questa causa.
Puntura di anemone
Il rossore intenso e le vesciche ricordano le punture di anemoni o di idroidi , mentre è improbabile una lesione da corallo di fuoco, visto che non si ricorda alcun contatto di questo tipo.
Fotosensibilizzazione
Forme simili possono causare eruzioni cutanee del tipo che si vede nelle foto. Sarebbe necessario sapere se venivano assunti medicamenti e se veniva o meno usato uno schermo solare al momento della comparsa dell’eruzione.
Trattamento e prevenzione
Le vesciche devono essere trattate come un’ustione di secondo grado, mantenendo l’area pulita, applicando uno strato sottile di pomata antibiotica ed osservando per identificare precocemente ogni segno di infezione. In caso di forte dolore o prurito, sarà opportuno chiedere il parere di un medico, che potrà prescrivere una terapia cortisonica, che può, però, presentare aspetti negativi favorire l’infezione e ritardare la cicatrizzazione. Farmaci anti-istaminici possono essere utili per combattere il prurito. In termini di prevenzione, uno schermo solare ed un buon repellente di insetti sono utili e sempre consigliabili. Sfortunatamente, non esistono ancora preparati-barriera utili contro le punture da animali marini. L’unica protezione consigliabile è una muta completa di guanti. Può essere utile l’applicazione di aceto, soluzione di bicarbonato o alcool isopropilico ( alcool da massaggi ) dopo ogni immersione sulle zone di cute più esposte, per prevenire lesioni nel caso di punture minime e non immediatamente avvertite

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Estratti degli articoli pubblicati su Alert Diver 2/99

Apparecchi ortodontici ed immersione

D: ragazzo di 14 anni, in buona salute, atletico. Ha indossato l’apparecchio ortodontico per nove mesi. Ci possono essere problemi per la ripresa dell’immersione?
R: Questi apparecchi, come i denti stessi, non sono comprimibili e non risentono della pressione aumentata in immersione. Questi strumenti riallineano la posizione dei denti, in un lungo periodo; i denti, infatti, sono relativamente mobili. In simili circostanze, mantenere serrato il boccaglio per un tempo prolungato può generare un certo stress su denti in via di riallineamento. Questo può produrre indolenzimento o dolore dopo alcune immersioni, così come una certa fatica nel tenere il boccaglio.

D: Non mi sono immerso per 10 anni. Nel frattempo mi è venuto il diabete, che controlo con farmaci orali. Sono in buona forma fisica e corro cinque chilometri cinque volte alla settimana.
A: Molti diabetici soffrono di episodi di ipoglicemia, quando assumono farmaci antidiabetici orali, specie durante o dopo l’esercizio fisico e, più comunemente, se usano farmaci ad azione ritardata. L’ipoglicemia è un fattore di rischio in immersione, perché può provocare perdita di coscienza sott’acqua ed essere fatale. Se i rischio di ipoglicemia non è significativo e non ci sono complicazioni cardiovascolari o di altro genere, l’immersione non è controindicata.

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Estratti degli articoli pubblicati su Alert Diver 3/99

Vivere in basso, immergersi in alto , di Guy de Lisle Dear

D: Un giovane sub vive in Giordania, sul Mar Morto, a circa 365 metri sotto il livello del mare.
1. Quali sono gli effetti a lungo termine di vivere a questa quota per un paio di anni?
2. Devono essere prese particolari precauzioni prima di immergersi nel Mar Rosso di Aqaba ?
3. Se fosse necessaria un'evacuazione sanitaria, si dovrebbe rispettare un intervallo pre-volo particolare?
R: Non c'è prova che, vivendo a livello inferiore a quello del mare, vi possano essere effetti deleteri. La pressione barometrica sul Mar Morto è di circa 800 mmHg, rispetto alla normale pressione atmosferica di 760 mmHg. In teoria un sub dovrebbe considerare di immergersi in altitudine, recandosi ad Aqaba e provenendo dal Mar Morto. La profondità teorica in mare, rispetto al Mar Morto, sarebbe di circa 1 metro più profonda della reale. Secondo le tabelle U.S Navy, non si dovrebbero fare aggiustamenti, se non per altitudini superiori a 701 mslm. Le ricerche preliminari del DAN indicano che l'attesa pre-volo (pre-altitudine) dovrebbe essere di almeno 13 ore dopo immersioni singole No-D e di almeno 17 ore dopo immersioni multiple. Se un sub sviluppa sintomi di PDD che richiedono evacuazione aerea, si dovrebbe pressurizzare la cabina a 800 mmHg. Nella malaugurata situazione di un trasporto terrestre attraverso passi montani, si dovrebbe respirare ossigeno al 100% durante il trasporto, per prevenire, o ridurre, gli effetti dell'altitudine sui sintomi di PDD.


Il Trauma del Barotrauma. Di JOEL DOVENBARGER

D: Ho a volte problemi di compensazione, a causa di una frattura nasale con deviazione del setto. Dopo l'ultima immersione le orecchie erano "bloccate" ed i suoni attutiti. Ho preso dei decongestionanti, ma quando il "blocco" ha cominciato a migliorare, ho avvertito un fischio alle orecchie.
Ho sempre avuto un ottimo udito, ma gli ultimi esami hanno evidenziato una perdita bilaterale. Il medico mi ha detto che il fischio può essere permanente e che dovrei abbandonare le immersioni, ma non è un subacqueo. Posso continuare ad immergermi?
R: Il suo medico ha probabilmente ragione. I barotraumi sono gli incidenti subacquei più comuni. L'inadeguata compensazione porta facilmente a questi tipi di barotrauma, specialmente fra i meno esperti. Anche un setto nasale deviato può provocare difficoltà di compensazione. Se si continua la discesa si rischiano serie conseguenze: dolore, accumulo di siero ed emorragia nelle cavità sinusali o auricolari, infezioni, rottura del timpano, fino ai seri danni causati dalla rottura delle finestre rotonda o ovale. Anche se si può avere guarigione spontanea, o attraverso intervento chirurgico riparativo, la perdita di udito permanente è un concreta possibilità. In caso di barotrauma, la sensazione di pienezza dell'orecchio e di attutimento dei suoni è comune. Quando c'è fischio all'orecchio (tinnito), questo rappresenta una stimolazione delle fibre nervose responsabili dell'udito, che restano in stato di eccitazione. Nel suo caso, un altro episodio di barotrauma può aggravare il danno e la perdita funzionale.

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Estratti degli articoli pubblicati su Alert Diver 4/99

Sincopi vaso-vagali e del seno carotideo, una possibile controindicazione all'immersione. Di JL Caruso, consulente medico DAN.
D: Ragazza di 16 anni sofferente di episodi di svenimento. Il medico ha sconsigliato l'immersione
R: Le sincopi più comuni sono note come sincopi vaso-vagali. Questi svenimenti colpiscono generalmente individui sani, tendono a ripetersi e sono spesso collegati a stress emotivi. Sono maggiormente frequenti in presenza di fattori favorenti, quali: lievi emorragie, anemia, febbre, ipoglicemia, ferite o traumi. Il nervo vago controlla la frequenza cardiaca, rallentandola, con riduzione della portata cardiaca e della pressione arteriosa. Il cervello può reagire a questa situazione con lo svenimento, che fa cadere la persona in posizione orizzontale, favorendo il normale flusso di sangue al cervello stesso. La sindrome del seno carotideo rappresenta un fenomeno simile e correlato: sensori chimici e meccanici nelle arterie carotidi fungono da organi di controllo del flusso sanguigno e della pressione arteriosa. In alcune persone questi piccoli organi sono molto sensibili e possono provocare lo svenimento quando viene applicata pressione esterna a determinate zone del collo. Questi individui possono svenire semplicemente girando il collo di lato o indossando un colletto stretto. Costoro dovrebbero valutare se immergersi o no con molta cautela: infatti una improvvisa perdita di coscienza sott'acqua potrebbe avere conseguenze drammatiche.

Alzheimer
D.: Esiste un collegamento fra bombole di alluminio e morbo di Alzheimer?
R.: La letteratura medica riporta 67 lavori a proposito della relazione fra ingestione di alluminio ed Alzheimer, ma nessuno fornisce prove solide della consistenza di questo collegamento. Non esistono dimostrazioni che il morbo di Alzheimer possa essere collegato all'uso di bombole di alluminio.
Dr. Ed Thalmann,

Suggerimenti per la cura delle bombole
- Evitare di svuotare completamente la bombola mentre si è in acqua. Questo può favorire l'entrata accidentale di acqua nella bombola. Cercate di avere almeno 20 bar nella bombola alla fine dell'immersione..
- Le bombole di acciaio devono essere riposte con una pressione appena sufficiente ad evitare l'entrata di acqua o contaminanti (2-3 bar) ed in posizione verticale, se possibile.
- Le bombole di alluminio dovrebbero essere riposte, preferibilmente, in posizione orizzontale e con bassa pressione all'interno.
- Eventuali riverniciature dovrebbero essere eseguita da laboratori specializzati per attrezzature subacquee e con materiali e procedure approvati per questo uso. Le alte temperature richieste per la finitura di verniciature epossidiche possono indebolire le bombole di alluminio, con rischio di esplosione. Ogni bombola dovrebbe essere sottoposta a test idraulico dopo una riverniciatura.
- Se sospettate un qualsiasi problema (odori strani, materiali estranei e rumori all'interno, esposizione a calore eccessivo, corrosione visibile ) portate la bombola a revisione presso un centro specializzato.

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