Il trauma psicologico
legato agli incidenti da immersione.
di John R.
Yarbrough, Ph.D.
Nota
di redazione: Nel caso di incidente da
immersione, spesso si dimentica limpatto
psicologico successivo sulle stesse vittime e sulle
persone che vi hanno assistito. Per gli addetti ai
lavori la gestione di un incidente può essere
quasi normale, ma ci sono tanti altri che semplicemente
assistono agli eventi ed al soccorso, inattivi, impotenti
e quasi immobilizzati sia mentalmente che fisicamente.
Questo tipo di trauma psicologico può accadere sia in
casi di incidenti gravi che di situazioni anche più
banali, come viene descritto nellarticolo che segue.
Fra il 1980 ed il 1996, la media degli incidenti mortali
registrati dal DAN è stata di 90 allanno, oltre al
numero, più elevato, degli incidenti meno gravi.
In tutti questi casi, è normale pensare alla situazione
immediata delle vittime, ma spesso si dimentica che
esistono i sopravvissuti allincidente ,
che devono includere, in senso psicologico, non solo le
stesse vittime, ma anche i testimoni, i parenti e gli
amici che hanno assistito ai fatti.
Specie in caso di un incidente mortale, questi
sopravvissuti possono andare incontro a forme
di stress psichico post-incidente, che si possono
manifestare con confusione mentale ed emotiva,
disorientamento psichico, difficoltà nel prendere
decisioni, blocco emotivo con senso di apatia ed
indifferenza, angoscia, ira ( verso sé stessi o verso
gli altri, depressione, senso di impotenza, senso di
vertigine, tachicardia, respiro veloce e senso di
fame daria, senso di tensione al
torace, peso allo stomaco, sudorazione eccessiva,
inappetenza, perdita di energia ed entusiasmo per le
cose, isolamento dagli altri e lunghi silenzi.
Nonostante lattuale definizione di
ricreativa, dobbiamo accettare che
limmersione espone ad un certo e speciale tipo di
stress sia fisico che emotivo. In caso di incidente,
questo stress di base si somma a quello creato
dallincidente stesso. In situazioni simili è anche
necessario ricordare che i sintomi sopra indicati possono
simulare quelli di forme tardive di Patologia Da
Decompressione. Questo porta alla possibilità di
sottovalutare uno stress patologico e di non curarlo
adeguatamente.
Prendiamo, ad esempio, un sub che abbia assistito ad un
incidente, che ha comportato recupero di vittime,
trattamento iperbarico ed altre azioni, tutte
giustificate dal tipo di immersioni e di problema, dopo
aver lui stesso fatto immersione con il gruppo di cui
faceva parte linfortunato, ma averla conclusa senza
alcun problema. Dopo lincidente, le attività del
gruppo vengono sospese e la prosecuzione delle immersioni
rimandata ad altro giorno, i sub
sopravvissuti tornano in albergo e,
naturalmente, discutono dellincidente cui hanno
assistito. Ma uno di loro, a causa dello stress,
manifesta malessere, agitazione, perdita di appetito,
alterazioni dellumore, timore di riprendere le
immersioni. Che fare in simili circostanze?
La risposta deve essere di ottenere, per prima cosa, una
valutazione medica. Sintomi di malessere generale, specie
se associati a forme di parestesia (intorpidimento o
formicolii diffusi o localizzati), anche 24-48 ore dopo
limmersione, devono essere valutati attentamente,
ma occorre anche ricordare che lo stress di aver
assistito ad un incidente può giustificare il malessere
ed i sintomi.
In simili circostanze, parlare dei fatti e del proprio
malessere è importante e può contribuire ad
interrompere un circolo vizioso che genera ulteriore
stress, come per esempio quello generato
dallincomprensione del gruppo per uno strano ed
insolito atteggiamento di una persona che stia soffrendo
a causa degli eventi cui ha assistito. In psichiatria si
adotta, con efficacia, il cosiddetto trauma
debriefing o il Critical Incident Stress
Debriefing (CISD). Queste tecniche, che consistono
nellincontro, riservato, fra
consiglieri, (persone normali, ma
specificamente addestrate - per esempio altri sub, che
non siano stati coinvolti nellincidente) ed i
sopravvissuti, si sono rivelate di grande
aiuto in situazioni successive a gravi incidenti o
catastrofi, sia in ambito civile, che militare e
carcerario. Dopo aver assistito, da testimone, ad un
grave incidente, è importante comunicare e parlarne con
gli altri: aiuterà a ridurre lo stress. In ultima
analisi, in caso di sintomi di stress persistenti, resta
sempre la possibilità di una adeguata psicoterapia.
Punti da ricordare
- Reazioni negative e spiacevoli sono normali
dopo un grande stress emotivo. Non significa che si sta
impazzendo
- Comunicare con gli altri e non isolarsi. Gli esseri
umani sono creature sociali.
- Parlare agli altri di come ci si sente, non costruirsi
un muro intorno.
- Ricordare che gli altri membri del vostro gruppo
possono soffrire dello stesso stress e si possono sentire
come voi. Parlate loro e lasciate che vi parlino.
Aiutando loro, aiuterete anche voi stessi.
- Fare esercizio è importante, anche se non ve la
sentite.
- Mantenetevi occupati. Nuotate, fate passeggiate: oltre
a non farvi pensare allincidente, aiuta a far
passare il tempo, ed il tempo è uno dei pochi veri
guaritori in queste circostanze.
- Alimentatevi regolarmente ed adeguatamente, anche se
non ve la sentite.
- Non rivolgetevi allalcool o ai farmaci per
attenuare o mascherare i vostri sentimenti, questo non
farà che peggiorare le cose.
- Non prendete decisioni improvvise che comportino piani
a lungo termine. Per esempio non interrompere bruscamente
una vacanza. Concedetevi un giorno o due e ripensateci a
mente più calma e distaccata.
- Non combattete eventuali incubi o insonnia. Anche
questi non sono che reazioni normali, che si ridurranno
con il tempo.
- Non preoccupatevi di risalire subito in sella,
dopo la caduta da cavallo, a dispetto di quanto vi
possano stimolare a fare gli altri. Potrete essere pronti
a ri-immergervi, così come potreste anche decidere di
smettere, ma questa non è una decisione che dovete
prendere subito. Concedetevi un po di tempo.
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