FUTURE DIVER - Rischio
Nitrox.
di Robert N.
ROSSIER
Anche se
immergersi in nitrox è relativamente semplice, richiede
alcune attenzioni particolari. Per esempio riguardo alla
tossicità da ossigeno, fenomeno che non riguarda la
normale immersione in aria compressa.
Come per la curva di sicurezza, anche la tossicità da
ossigeno dipende da tempo e profondità. Maggiore è la
pressione parziale di ossigeno, minore il tempo che
possiamo trascorrere in immersione, respirando ossigeno a
quella concentrazione. Quindi per ogni percentuale di
ossigeno nella miscela nitrox, esiste un tempo limite
corrispondente, oltre il quale no possiamo andare. Il
limite di pressione parziale di ossigeno, attualmente
raccomandato da PADI per luso ricreativo del
nitrox, è di 1.4 ata. Usando una miscela nitrox al 32% ,
questo consente unimmersione alla profondità
massima di 33 metri, che si riduce a 24 metri usando una
miscela al 40% di ossigeno.
Un beneficio potenziale del nitrox è la riduzione del
rischio di PDD, perché è ridotta la concentrazione di
azoto nella miscela, ma se si raggiungono i limiti di non
decompressione, anche con il nitrox, siamo nella stesssa
situazione limite di assorbimento di gas inerte
dellimmersione ad aria compressa.Molti sub,
inoltre, ritengono che il problema PDD non esista più,
se si usa il nitrox. Nulla è più lontano dal vero, il
rischio è lo stesso. Il fatto è che, aggiungendo
complessità, si accresce il rischio. Con il nitrox ci
sono più modi di sbagliare: prendere la bombola
sbagliata quando ci si prepara, essere superficiali con
il calcolo delle pressioni parziali, sbagliare con le
tabelle, sbagliare nellanalisi della miscela nella
bombola, sono tutte possibilità aggiuntive di errore che
aumentano il rischio. Un computer per nitrox elimina
molti di questi problemi, ma il computer deve essere
programmato per la miscela che si sta utilizzando, senza
dimenticare altri parametri, quali laltitudine, la
fatica in immersione, il freddo, eccetera.
EAD Tables versus EAD Decompression
Algorithms
. di E.D. Thalmann
La EAD
(Equivalent Air Depth) è la profondità, raggiunta
respirando aria compressa, alla quale si otterrebbe la
stessa pressione parziale di azoto che si ha, respirando
nitrox ad una data profondità. Per esempio, una miscela
al 32% di ossigeno, alla profondità di 33 metri (4,3
ATA), ha una pressione parziale di ossigeno di (0.32 x
4.3) = 1.39 ATA ed una pressione parziale di azoto di
(0.68 x 4.3)= 2.95 ATA.
Nei calcoli di decompressioe, in genere, tutto ciò che
non è ossigeno viene considerato come gas inerte, quindi
laria viene considerata composta per il 79% di
azoto. Quindi la profondità in aria con una pressione
parziale di azoto uguale a 2.95 ATA è (2.95/0.79) = 3.73
ATA, o circa 27 metri. Questa è la profondità
equivalente, per lesempio di cui sopra di
unimmersione a 33 metri con una miscela al 32%. Se
ci si immerge in curva di sicurezza, il limite per una
miscela 32 è lo stesso che per una immersione ad aria a
27 metri, ovvero 30 minuti. A 33 metri di profondità
reale, questo significa circa dieci minuti di più, se si
usa nitrox . Ai fini del rischio PDD, utilizzare i limiti
EAD viene generalmente considerato equivalente
allimmersione in aria compressa.
Quando la US Navy utilizzzava nitrox in circuito aperto,
anche la decompressione veniva eseguita utilizzando la
EAD per scegliere le tappe necessarie, secondo le tabelle
standard. Utilizzare la EAD in immersione e seguire lo
schema di decompressione ad aria per quella EAD, quindi,
può introdurre un certo fattore di sicurezza aggiuntiva,
rispetto allimmersione in aria . La maggioranza dei
computers utilizza la pressione parziale di azoto per il
calcolo della decompressione, attraverso la semplice
moltiplicazione della pressione idrostatica per il valore
della frazione di azoto nellaria - 79 % nel caso
dellaria -. Con la sostituzone della frazione di
azoto presente nellaria con quella della miscela
nitrox utilizzata, si può ottenere, in teoria, il
calcolo della decompressione necessaria in nitrox. Un
computer che faccia questo, dovrebbe, teoricamente,
indicare esattamente gli stessi limiti di non
decompressione sia alla profondità reale in aria, che
alla profondità equivalente in nitrox. Se, invece, si
devono calcolare soste di decompressione, un computer
nitrox calcolerebbe le minori concentrazioni di azoto
alle varie tappe, con tempi di sosta minori che non
respirando aria. Sul piano teorico, tutto ciò dovrebbe
funzionare efficacemente, ma alcune ricerche della US
Navy hanno dimostrato che il concetto della EAD non
funziona quando viene applicato al calcolo delle soste di
decompressione, ma sono necessari tempi pù lunghi di
quelli calcolati teoricamente. In conclusione, se si usa
un computer nitrox, sarebbe meglio limitarsi alle
immersioni in curva di sicurezza. Se lo si vuole usare
per immersioni con decompressione, è consigliabile
sapere come il computer esegue il calcolo delle soste e
che tipo di validazione di affidabilità del computer è
stata fatta.
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