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  Estratto dell'articolo pubblicato su Alert Diver 2/99

FUTURE DIVER - Rischio Nitrox.
di Robert N. ROSSIER

Anche se immergersi in nitrox è relativamente semplice, richiede alcune attenzioni particolari. Per esempio riguardo alla tossicità da ossigeno, fenomeno che non riguarda la normale immersione in aria compressa.
Come per la curva di sicurezza, anche la tossicità da ossigeno dipende da tempo e profondità. Maggiore è la pressione parziale di ossigeno, minore il tempo che possiamo trascorrere in immersione, respirando ossigeno a quella concentrazione. Quindi per ogni percentuale di ossigeno nella miscela nitrox, esiste un tempo limite corrispondente, oltre il quale no possiamo andare. Il limite di pressione parziale di ossigeno, attualmente raccomandato da PADI per l’uso ricreativo del nitrox, è di 1.4 ata. Usando una miscela nitrox al 32% , questo consente un’immersione alla profondità massima di 33 metri, che si riduce a 24 metri usando una miscela al 40% di ossigeno.
Un beneficio potenziale del nitrox è la riduzione del rischio di PDD, perché è ridotta la concentrazione di azoto nella miscela, ma se si raggiungono i limiti di non decompressione, anche con il nitrox, siamo nella stesssa situazione limite di assorbimento di gas inerte dell’immersione ad aria compressa.Molti sub, inoltre, ritengono che il problema PDD non esista più, se si usa il nitrox. Nulla è più lontano dal vero, il rischio è lo stesso. Il fatto è che, aggiungendo complessità, si accresce il rischio. Con il nitrox ci sono più modi di sbagliare: prendere la bombola sbagliata quando ci si prepara, essere superficiali con il calcolo delle pressioni parziali, sbagliare con le tabelle, sbagliare nell’analisi della miscela nella bombola, sono tutte possibilità aggiuntive di errore che aumentano il rischio. Un computer per nitrox elimina molti di questi problemi, ma il computer deve essere programmato per la miscela che si sta utilizzando, senza dimenticare altri parametri, quali l’altitudine, la fatica in immersione, il freddo, eccetera.

EAD Tables versus EAD Decompression Algorithms
.
di E.D. Thalmann

La EAD (Equivalent Air Depth) è la profondità, raggiunta respirando aria compressa, alla quale si otterrebbe la stessa pressione parziale di azoto che si ha, respirando nitrox ad una data profondità. Per esempio, una miscela al 32% di ossigeno, alla profondità di 33 metri (4,3 ATA), ha una pressione parziale di ossigeno di (0.32 x 4.3) = 1.39 ATA ed una pressione parziale di azoto di (0.68 x 4.3)= 2.95 ATA.
Nei calcoli di decompressioe, in genere, tutto ciò che non è ossigeno viene considerato come gas inerte, quindi l’aria viene considerata composta per il 79% di azoto. Quindi la profondità in aria con una pressione parziale di azoto uguale a 2.95 ATA è (2.95/0.79) = 3.73 ATA, o circa 27 metri. Questa è la profondità equivalente, per l’esempio di cui sopra di un’immersione a 33 metri con una miscela al 32%. Se ci si immerge in curva di sicurezza, il limite per una miscela 32 è lo stesso che per una immersione ad aria a 27 metri, ovvero 30 minuti. A 33 metri di profondità reale, questo significa circa dieci minuti di più, se si usa nitrox . Ai fini del rischio PDD, utilizzare i limiti EAD viene generalmente considerato equivalente all’immersione in aria compressa.
Quando la US Navy utilizzzava nitrox in circuito aperto, anche la decompressione veniva eseguita utilizzando la EAD per scegliere le tappe necessarie, secondo le tabelle standard. Utilizzare la EAD in immersione e seguire lo schema di decompressione ad aria per quella EAD, quindi, può introdurre un certo fattore di sicurezza aggiuntiva, rispetto all’immersione in aria . La maggioranza dei computers utilizza la pressione parziale di azoto per il calcolo della decompressione, attraverso la semplice moltiplicazione della pressione idrostatica per il valore della frazione di azoto nell’aria - 79 % nel caso dell’aria -. Con la sostituzone della frazione di azoto presente nell’aria con quella della miscela nitrox utilizzata, si può ottenere, in teoria, il calcolo della decompressione necessaria in nitrox. Un computer che faccia questo, dovrebbe, teoricamente, indicare esattamente gli stessi limiti di non decompressione sia alla profondità reale in aria, che alla profondità equivalente in nitrox. Se, invece, si devono calcolare soste di decompressione, un computer nitrox calcolerebbe le minori concentrazioni di azoto alle varie tappe, con tempi di sosta minori che non respirando aria. Sul piano teorico, tutto ciò dovrebbe funzionare efficacemente, ma alcune ricerche della US Navy hanno dimostrato che il concetto della EAD non funziona quando viene applicato al calcolo delle soste di decompressione, ma sono necessari tempi pù lunghi di quelli calcolati teoricamente. In conclusione, se si usa un computer nitrox, sarebbe meglio limitarsi alle immersioni in curva di sicurezza. Se lo si vuole usare per immersioni con decompressione, è consigliabile sapere come il computer esegue il calcolo delle soste e che tipo di validazione di affidabilità del computer è stata fatta.


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