Incontri ravvicinati - In
alcune circostanze disastrose, è lossigeno che fa
la differenza.
di Robert N.
Rossier
E comodo
credere che gli incidenti capitino solo agli altri. Ma ci
sono volte in cui dobbiamo dare aiuto al nostro compagno.
Molti di noi portano in auto, o in viaggio, ma quanti
hanno con sé un kit di soccorso con ossigeno? In fondo e
costoso e voluminoso e le probabilità di usarlo sono
poche, si dirà. Ma basta chiedere a chi sia stato
soccorso con lossigeno per capire quanto sia stato
importante.
Una storia.
Doveva essere il viaggio sub della vita di
William Brackoneski e di suo fratello. Per mesi William
aveva preparato il corso di comportamento con gli squali
con Gary Adkison del Walker's Cay Undersea Adventures.
Sapeva di avere la pressione alta e prendeva regolarmente
le sue medicine, ma era stato dichiarato idoneo allimmersione
e per il viaggio. Dopo i primi due giorni del viaggio e
le immersioni di ambientamento, poté iniziare il corso.
In tutto, aveva fatto sei immersioni, mai più profonde
di 12 metri e tutto andava benissimo. Ma il terzo giorno,
alle 10 di mattina, le cose cambiarono. Adkison portò il
gruppo sul relitto della Dorothy H., a 24-30 metri, Il
mare era mosso, così Brackoneski cercò di entrare in
acqua presto, per evitare il mal di mare. Sentiva già un
po di nausea, ma si sentì meglio non appena fu in
acqua ed ebbe raggiunto il fondo. Al fondo, però,
iniziò a percepire un lieve intorpidimento e formicolio
sul viso. Non era mai stato più profondo di 12 metri, ed
attribuì la sensazione alla profondità. Dopo poco la
guida si rese conto che alcuni sub avevano problemi di
galleggiamento e segnalò al gruppo di ritornare in
superficie. E qui iniziarono i problemi di Brackoneski,
che se ne rese ben conto una volta arrivato in
superficie. Si trovava a circa 15 metri dalla barca e
cercò di fare segnali al comandante, ma entro pochi
minuti non poteva più muoversi, né parlare.
Il comandante si rese conto subito del problema e, visto
che Brackoneski non riusciva a muoversi, lo tirò a bordo
di peso ed iniziò immediatamente la somministrazione di
ossigeno. Brackoneski disse poi che era totalmente
paralizzato e che non riusciva nemmeno a parlare, aveva
paura e credeva di morire. Mentre la barca rientrava, lossigeno
cominciava a fare effetto e Brackoneski migliorava,
ricominciando a parlare ed a muovere un braccio.
Intanto arrivava un elicottero della Guardia Costiera che
lo trasportò al centro iperbarico di West Palm Beach,
continuando la somministrazione di ossigeno. Il
trattamento iperbarico poté iniziare entro quattro ore
dallemersione, grazie alla tempestiva
organizzazione dei soccorsi. Anche se, inizialmente, i
medici pensarono ad un ictus, la diagnosi successiva fu
di una patologia da decompressione, nonostante la scarsa
esposizione in profondità e, possibilmente, complicata
in qualche modo dalla situazione pre-esistente e dallassunzione
di farmaci. Il pronto e valido recupero, in ogni modo,
illustra chiaramente lefficacia della
somministrazione precoce di ossigeno e dellinizio
tempestivo delle terapia iperbarica.
Sincopi ed altro
Un giovane sub di 19 anni, mBardfield, si uni ad
un gruppo di amici per una mattinata di immersioni. La
prima fu una breve e profonda immersione a circa 61 metri
, seguita da un intervallo di superficie di 2 ore e
mezzo. Bardfield non si sentì di fare una seconda
immersione, preferendo fare un po di apnea,
attività per cui era particolarmente allenato e portato.
Così si calò in acqua e venne visto raggiungere a dare
il segno di OK ad un gruppo di sub a circa 18 metri. Poi,
in risalita, perse conoscenza e cominciò a sprofondare.
Quando listruttore del gruppo di sub lo vide
scivolare verso il fondo ad una profondità di circa 36
metri si precipitò in soccorso e lo portò rapidamente
in superficie, anche a scapito della propria sicurezza.
Issato in barca, Bardfield era ancora incosciente ed in
arresto cardio-respiratorio. Fu iniziata immediatamente
la CPR e, finalmente, Bardfield ricominciò a respirare.
Immediatamente fu iniziata la somministrazione di
ossigeno con un Kit DAN che era a bordo. Larresto
respiratorio era durato quasi sei minuti, e la prognosi
era sfavorevole, considerando la temperatura estiva dellacqua.
Bardfield venne trasportato verso un vicino ospedale,
dove Bardfiled venne rapidamente intubato. Due giorni
dopo, le sue condizioni erano peggiorate, si era
sviluppata una polmonite e le possibilità di guarigione
sembravano assai poche. Ma otto giorni dopo Bardfiled
riprese coscienza ed una settimana dopo riprese le sue
normali attività. Deve la sua vita al tempestivo
soccorso ricevuto. Se non fosse stato immediatamente
trattato con ossigeno, subito dopo la CPR e durante il
trasporto in ospedale, oggi non sarebbe probabilmente fra
noi.
Trattamento ispirato
Lossigeno è uno dei migliori e più
semplici strumenti di soccorso per le emergenze
subacquee. Se siete in dubbio, non esitate, usatelo. A
volte anche pochi minuti di attesa possono essere
critici, come dimostrano i due casi descritti. Nonostante
il costo dellattrezzatura e la necessità di
addestramento per utilizzarla correttamente, i vantaggi
sono tali da non poter essere ignorati.
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