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  Estratto dell'articolo pubblicato su Alert Diver 2/99

Problemi comuni dell’orecchio.
di Bruce Delphia.

Qual’è il problema medico-subcqueo più frequente? La PDD? No, sono i barotraumi dell’orecchio. Questo tipo di problema si sviluppa quando la pressione nell’orecchio medio non è equilibrata con quella all’esterno. A causa delle rapide variazioni volumetriche dei gas durante le prime fasi della discesa, questi traumi sono più frequenti nei primi 4 metri di profondità. Ricordiamo che l’orecchio è formato da tre compartimenti: l’orecchio esterno, l’orecchio medio e l’orecchio interno. Dopo il padiglione auricolare, inizia il condotto uditivo, che contiene le ghiandole che producono il cerume; la porzione più interna è ricoperta da cute sottile e glabra. Alla fine del canale c’è la membrana del timpano, che divide l’orecchio esterno da quello medio. Quest’ultimo è una cavita aerea, che contiene i tre ossicini dell’udito (martello, incudine e staffa). Fra la cavità dell’orecchio medio ed il retrobocca si trova la Tuba di Eustachio. Questa è circondata da tessuto cartilagineo e non si apre, in genere, spontaneamente. Questo è il motivo per cui i subacquei devono ‘compensare’ la pressione interna dell’orecchio medio con quella esterna, forzando l’apertura della Tuba di Eustachio con la manovra di ‘compensazione’, che permette il passagio di aria dalla cavità buccale all’orecchio medio. Due fra le più sottili mebrane del corpo, la finestra rotonda e quella ovale, separano l’orecchio medio da quello interno. Queste due membrane sono il vero motivo per il quale si insegna ai sub ad eseguire le manovre di compensazione delicatamente e senza mai forzare. Un danno a queste membrane, provocato da una compensazione forzata, può causare la fuoriuscita del liquido che riempie l’orecchio interno. Ciò può generare tinnito (fischio o rumere spontaneo nell’orecchio), sordità, nausea, vomito e perdita di controllo sott’acqua, con grande pericolo per il subacqueo.
Problemi auricolari comuni durante o dopo l’immersione.
Otite esterna:
si tratta di un’infiammazione del condotto uditivo esterno causata, in genere, da un’infezione. Se l’orecchio rimane bagnato, l’umidità, con il calore corporeo, crea un habitat favorevole allo sviluppo incontrolato di alcuni microorganismi già normalmente presenti nel condotto stesso. Il canale appare arrossato, gonfio e spesso prude molto. Toccare, tirare o spingere il padiglione auricolare può provocare intenso dolore.
La chiave del trattamento è la prevenzione, specie nelle persone che hanno una paricolare suscettibilità al problema. La soluzione Domeboro (acqua, 2% acido acetico, acetato di alluminio, acetato di sodio e acido borico, prodotto dalla MSD) o soluzioni acide simili (anche una semplice soluzione di acido acetico al 5 % in acqua o in alcool, preparate dal farmacista), può funzionare come trattamento preventivo, in quanto l’acidificazione previene l’eccessivo sviluppo microbico, mentre i sali acetati o l’alcool aiutano ad eliminare l’acqua in eccesso dai tessuti del canale uditivo esterno. Per ottenere una certa efficacia occorre applicare il preparato ogni mattina prima delle immersioni ed ogni sera, piegando la testa da un lato e riempiendo il canale con la soluzione, che deve rimanere nel canale per cinque minuti. Dopo di che, si gira il capo dall’altro lato, si lascia uscire il liquido e si procede analogamente con l’altro orecchio. Questa procedura è utile come profilassi e non serve se l’infezione è già iniziata.
Barotrauma dell’orecchio medio:
si tratta della lesione da immersione più frequente. I sintomi si sviluppano, generalmente, subito dopo l’immersione, ma ci possono essere ritardi anche di diverse ore e fino ad un giorno intero. Durante la discesa, la mancata o difettosa compensazione può provocare seri danni all’orecchio medio, fino ad un significativo stravaso di siero e di sangue, che può riempire la cavità. Può essere avvertito un senso di ‘orecchio pieno ed ovattato’, con udito ridotto e dolore, spesso assai forte. All’esame otoscopico si può osservare un livello liquido al di là della membrana timpanica, che appare rigonfia e arrossata. In altri casi la membrana può, invece, apparire retratta. In tutti i casi è necessaria l’immediata attenzione del medico. Come prima cosa, per iniziare il corretto trattamento, bisogna sospendere le immersioni. Sarà anche bene evitare le variazioni di alitudine, incluso il volo. La situazione in genere guarisce, con la combinazione di farmaci e tempo, entro qualche giorno, anche se esistono casi assai più complicati e refrattari. Se un normale trattamento con decongestionanti non dà risultati entro 7 giorni al massimo, è importante farsi visitare da uno specialista otorino (nota del traduttore: questa prassi non ci trova concordi al DAN Europe, dove riteniamo che la valutazione specialistica debba essere fatta assai più precocemente e possa essere omessa solo nei casi più lievi ed a rapidissima risoluzione)
Otite Media:
non si tratta di un problema subacqueo, ma può avere lo stesso aspetto per un medico non esperto di medicina subacquea. Dato che il trattamento può essere diverso, è importante ricordare che, dopo un problema da immersione, l’orecchio mostra, generalmente, problemi collegati alla pressione piuttosto che all’infezione.
Barotrauma dell’orecchio interno:
questo è un problama che ha luogo quando si forza troppo un tentativo di compensazione. Questo può creare un eccessiva sovrapressione nell’orecchio medio e può provocare un danno della finestra rotonda o della finestra ovale. Si manifesta con vertigine, nausea e vomito, perdita di udito e forte tinnito. Per il trattamento occorre porre l’infortunato seduto e ben eretto e raggiungere immediatamente una struttura sanitaria adeguata, preferibimente con qualche conoscenza specifica, dato che il barotrauma dell’orecchio interno può essere molto difficile da distinguere da una forma di PDD vestibolare.
Rottura della membrana timpanica:
questo può essere il risultato finale di un barotrauma, anche a profondità di solo 2 metri. Si manifesta, generalmente, ma non sempre, con dolore e sanguinamento. Può essere presente una certa perdita di udito e tinnito e si può osservare la perdita di liquido siero-ematico dall’orecchio. Per il trattamento è importante fare esaminare l’orecchio da un medico al più presto. Evitare l’immersione ed il bagno, se anche solo si sospetta una rottura del timpano: l’entrata d’acqua nella cavità dell’orecchio medio può provocare violente vertigini. Non mettere gocce o altri preparati nell’orecchio e non provare manovre di compensazione.
Rottura dei vasi sanguigni superficiali del canale uditivo esterno:
questo fenomeno è più frequente quando si indossa il cappuccio della muta. Le variazioi di pressione possono, a volte, provocare la rottura di qualche capillare superficiale ed un modesto sanguinamento. Piccole tracce di sangue sull’orecchio o sul cuscino possono essere gli unici sintomi. Per poter distinguere il caso da altre e più serie condizioni, è necessario, comunque, sospendere le immersioni e farsi visitare da un medico.
Concludendo
Le lesioni dell’orecchio sono i problemi medici più frequenti per i subacquei. Il barotrauma può avere serie conseguenza e provocare anche la perdita dell’udito. Importante è, soprattutto, la prevenzione: compensare presto e bene, evitare l’immersione se si è raffreddati, sospendere l’immersione se non si riesce a compensare. I danni da barotrauma sono vari e diversi, in caso di sospetto barotrauma è necessaria una precoce visita medica da parte di un professionista qualificato e, possibilmente, esperto in problemi dell’immersione. Se questo non è possibile, può essere utile avere una copia di questo articolo da mostrare al medico o chiedere il supporto del DAN.


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