Donne e immersione.
di Donna M.
Uguccioni, Richard Moon e Maida Beth Taylor
Sono
statte selezionate le più frequenti domande in merito
ricevute dal DAN America nellultimo periodo.
Tumori (seno, ovaio, etc). La rimozione chirurgica di un
tumore può richedere la successiva radioterapia e
chemioterapia. Emtrambi le procedure possono avere
effetti tossici sul polmone e sui tessuti in genere. Gli
effetti collaterali, come nausea e vomito, sono spesso
importanti e questi farmaci possono provocare un forte
debilitazione. Tutto ciò non è, ovvimente, compatibile
con limmersione. Inoltre bisogna considerare il
rischio potenziale di barotrauma polmonare, in caso di
lesione tossica dellorgano. Prima di riprendere limmersione,
a terapia conclusa, si deve prevedere un completo
accertamento della funzione polmonare, ogni ferita
chirurgica deve essere perfettamente guarita e deve
essere riguadagnata una soddisfacente forma fisica.
Gravidanza
Ci sono pochi dati affidabili in merito ai
rischi dellimmersione in gravidanza. Alcuni studi
retrospettivi, basati su questionari, sono limitati dal
criterio di interpratazione dei dati. Alcuni ricercatori
hanno teorizzato che immergersi è come assumere un
farmaco: gli effetti farmacologici dellazoto e dellossigeno,
ad elevate pressioni parziali, sullo sviluppo del feto
non sono conosciuti. Esiste, comunque, la possibilità di
formazione di bolle nei tessuti fetali. Inoltre, la
ritenzione di liquidi, comune in gravidanza, può causare
congestione nasofaringea e favorire i barotraumi nella
madre. Le nausee, frequenti in gravidanza, accoppiate con
la possibilità di mal di mare, possono facilitare nausea
e vomito sottacqua, con possibili rischi di panico
ed annegamento. Anche se i dati disponibili a riguardo
dei possibili danni al feto sono tuttora incerti, la
tendenza attuale è quella di raccomandare la sospensione
dellimmersione fino a dopo il parto.
Ripresa delle immersioni dopo il parto.
Dopo un parto vaginale, una normale, leggera
attività può generalmente ricominciare dopo una-tre
settimane. Contatti sessuali ed immersione in acqua sono
generalmente controindicati per circa 21 giorni dopo il
parto. Questo intervallo consente la chiusura della
cervice uterina, riducendo il rischio di infezione
ascendente. Una buona regola può essere di attendere un
mese prima di riprendere le immersioni. Dopo un parto
cesareo, la completa guarigione della ferita e la
necessità di riprendere una buona forma fisica può far
prolungare questo intervallo fino a 6-8 settimane.
Qualsiasi complicazione della gravidanza deve essere
attentamente considerata e può essere causa di un
intervallo ancora più lungo. Occorre anche considerare
lo stress e la fatica che caratterizzano la cura del
neonato, ai fini degli effetti che potrebbero avere sulla
corretta performance in immersione.
Allattamento al seno
Dal punto di vista del bambino, il latte materno
non viene influenzato dallimmersione: lazoto
assorbito è inerte e non partecipa agli scambi
metabolici. Le quantità di azoto che si possono
accumulare nel latte sono insignificanti. Per quanto
riguarda la madre, non vi sono ragioni per evitare limmersione,
a meno che non sussista infezione o infiammazione del
seno.
Endometriosi.
Lendometriosi può provocare
sanguinamento, crampi, flussi mestruali più lunghi ed
abbondanti. In questi casi limmersione potrebbe non
essere consigliabile. Non esiste comunque alcuna evidenza
scientifica che una donna con endometriosi sia a maggor
rischio di altri durante la normale attività subacquea.
Isterectomia.
Valgono le considerazioni fatte a riguardo degli
interventi chirurgici e del parto cesareo: in assenza di
complicazioni, è raccomandabile un intervallo di 6-8
settimane prima di riprendere lattività.
Protesi del seno
In uno studio del DAN, tre tipi di protesi
mammarie (silicone, saline e miste) sono stati testati in
camera iperbarica. Sono stati simulati vari profili di
immersione. Si è potuto osservare un aumento non
significativo della dimensione delle bolle gassose in
tutti i tipi di protesi, dopo la decompressione,
maggiormente nel tipo al silicone. La presenza di bolle
ha comportato un leggero aumento di volume della protesi,
non rischiosa ai fine dellintegrità meccanica
della stessa o del tessuto circostante. Le bolle sono
tutte scomparse entro poco tempo. Dopo un tempo
sufficiente dallinserimento chirurgico della
protesi, a guarigione completa, limmersione può
essere ripresa. Le protesi del seno non pongono problemi
relativi allassorbimento di gas inerte o alle
variazioni di volume relative. Dal punto di vista
meccanico, è consigliabile evitare GAV che abbiano
bretelle o serraggi che possano comprimere eccessivamente
il seno ed aumentare il rischio di rottura della protesi.
Nota particolare: le protesi saline sono neutre, dal
punto di vista del galleggiamento, ma quelle al silicone
sono tendenzialmente negative e possono alterare lassetto
in acqua, ma anche la siluette e la resistenza allavanzamento.
Mestruazioni ed immersione.
Esiste un maggior rischio di PDD durante la
mestruazione? Teoricamente è possibile che, a causa
della ritenzione di liquidi e delledema tissutale,
le donne mestruate si liberino più lentamente dellazoto
accumulato, ma non cè alcuna prova scientifica di
ciò. Un recente studio retrospettivo su 956 donne con
PDD ha osservato che il 38% erano mestruate. Inoltre, 85%
di quelle che assumevano anticoncezionali orali erano
mestruate al momento dellincidente. Questo
suggerisce, ma non prova, che le donne che assumono
anticoncezionali possano essere a maggior rischio di PDD
durante il periodo mestruale. Pertanto, può essere
consigliabile una maggior prudennza in immersione durante
la mestruazione, con meno immersioni, a minore
profondità e per tempi abbreviati. Quattro altri studi
hanno ipotizzato un maggior rischio di PDD in generale
nella donna: uno di questi, sulla PDD da altitudine, ha
anche confermato il maggior rischio durante le
mestruazioni. A proposito di altri argomenti: esiste un
maggior rischio di attacchi di squalo durante le
mestruazioni? Nulla sembra confermarlo. Le quantità di
sangue perdute sono minimali ed è noto che molte specie
di squali non sono affatto attratte dal sangue e dai
detriti tissutali delle mestruazioni.
In generale, immergersi durante le mestruazioni non
sembra presentare significativi rischi o problemi, a meno
che non vi siano sintomi e malessere. Sulla base dei dati
disponibili, comunque, è prudente che le donne che
assumono anticoncezionali riducano numero, durata e
profondità delle loro immersioni, in generale e,
particolarmente, durante il periodo mestruale.
Sindrome premestruale
I dati dimostrano che gli incidenti subacquei
nelle donne sono più frequenti durante le manifestazioni
della sindrome premestruale, che è caratterizzato da
cambiamenti di umore, irritabilità, dolorabilità del
seno, scarsa attenzione mentale, tensione, affaticamento,
depressione, cefalee, dolori diffusi, etc. Situazioni di
sindrome premestruale particolarmente seria possono anche
esacerbare disturbi psichici latenti. In questi casi è
opportuno limitare lattività subacquea ed
immergersi con grande prudenza, anche se non esiste
alcuna prova scientificamente significativa che vi sia
una maggior suscettibilità alla PDD e neppure agli
incidenti in genere.
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