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Estratto dell'articolo pubblicato su Alert Diver 3/1999 |
Breakbone fever (Febbre Spaccaossa). Di Hillary Viders La febbre Dengue è una malattia virale trasmessa dalle zanzare. Queste proliferano attivamente specie in climi o periodi caldi. Il rischio di Dengue è elevato nel sub-continente Indiano, Sud Est Asia, Cina Meridionale, America Centro-Meridionale, Caraibi e parte dell'Africa. Meno elevato, ma presente a Taiwan, nelle Isole del Pacifico, in Australia orientale e del nord. Negli USA il rischio maggiore è nei turisti di ritorno dal Messico, da Porto Rico o dalle Isole Vergini. Chiunque manifesti febbre durante o dopo viaggi in aree a rischio malarico dovrebbe farsi visitare immediatamente. Anche se si valuta il rischio Dengue, è sempre importante eseguire anche i test per la malaria in modo da garantire un trattamento adeguato. La Dengue viene classificata in 4 gradi di severità,: Grado I - febbre, dolori muscolari, sintomi simil-influenzali, eruzioni cutanee. Grado II - Gradp I + sanguinamento spontaneo di cute, gengive, tratto gastro-intestinale. Grado III - Grado II + agitazione e scompenso cardio-circolatorio. Grado IV - stato di shock. La Dengue classica è un'infezione causata da uno qualsiasi di quattro tipi di virus che provocano: sintomi simil-influenzali - febbre alta - severa cefalea - dolori muscolari e articolari. Altri sintomi possono includere: arrossamento del volto, spossatezza, nausea, vomito, eruzioni cutanee tre - quattro giorni dopo l'insorgenza della febbre. L'eruzione cutanea si può estendere dal torso alle braccia, alle gambe ed al volto ( a questo stadio la malattia si può confondere con il morbillo). La maggioranza dei casi si risolve in circa 7 - 10 giorni , la guarigione completa avviene, in genere, in 2 - 4 settimane. Spesso permane una certa stanchezza, anche per alcuni mesi. L'infezione viene diagnosticata con test di laboratorio speciali, che identificano la presenza del virus o degli anticorpi. La Dengue viene spesso confusa con altre infezioni virali, influenza, morbillo, malaria, tifo e scarlattina. La Dengue non provoca complicazioni a lungo termine; i sintomi devono essere trattati con riposo a letto, idratazione, farmaci per abbassare la febbre, ma evitando l'uso di aspirina. Gli antibiotici non sono utili. La Febbre Dengue Emorragica (Dengue Hemorrhagic Fever - DHF) è una forma più grave, a volte letale, della malattia. Entrambe le forme (DHF e DSS, vedi oltre) sono rare fra i viaggiatori. Inizialmente i sintomi della DHF possono essere indistinguibili da quelli della Dengue classica, ma poi rapidamente si aggravano, con svenimento, shock e sanguinamento generalizzato. La DHF è più frequente in caso di infezioni ripetute e nei bambini con un'infezione primaria. La maggioranza dei casi si registra nel Sud Est Asiatico, specialmente fra i bambini. Si ritiene che questa forma grave dipenda da anticorpi anti-dengue già presenti - per una infezione precedente o acquisiti dal bambino attraverso la madre - che interagiscono con il virus infettante, producendo un'infezione esacerbata. La DHF, oltre alla cefalea, la febbre ed i dolori muscolari, presenta anche un notevole stravaso di plasma dai capillari, con edema - anche a livello polmonare - e concentrazione del sangue; le frequenti emorragie cutanee hanno diverse cause, ma sono solitamente correlate a un calo delle piastrine. La Febbre Dengue con Shock (Dengue Shock Fever - DSS) rappresenta l'evoluzione negativa dei casi gravi di DHF. La mortalità della DSS si aggira intorno al 2-10 %. Le zanzare portatrici del virus della Dengue si possono trovare nei centri abitati e nelle aree rurali, ma sono rare al di sopra dei 1.200 mslm. La Dengue ha un andamento stagionale, con picchi durante o subito dopo le stagioni piovose. La rimozione di pozze, contenitori o bacini di acqua stagnante nei pressi delle zone abitate fornisce un'efficace protezione a lungo termine contro la proliferazione delle zanzare e la trasmissione della malattia. Un metodo semplice, ma spesso sottovalutato, di prevenzione è di evitare le punture di zanzara. Ecco alcuni consigli: cospargere tutte le zone di cute esposta di un repellente per insetti che contenga una formulazione di DEET (dietil-m-toluamide) a lunga persistenza (8-12 ore). Riapplicare il repellente quando necessario, più di frequente se si suda molto o ci si bagna. Nei bambini, utilizzare prodotti con meno del 10% di DEET che vanno rimossi con un bagno completo, una volta in aree protette. Il DEET viene assorbito attraverso la pelle e, ad elevate concentrazioni, può essere tossico. Concentrazioni di DEET superiori al 50% possono provocare disturbi neurologici, disturbi della parola e della visione, senso di vertigine, convulsioni e coma. Il DEET può anche danneggiare i materiali sintetici di alcuni tessuti, occhiali, orologi, e può irritare la pelle e gli occhi. Dopo averlo applicato, lavare bene le mani, evitando sempre il contatto del DEET con bocca, occhi, ferite o zone con scottature solari. Indossare abiti a maniche e pantaloni lunghi; evitare colori scuri ( è più difficile individuarvi gli insetti). Trattare gli abiti d i tessuti con Permetrina, prima del viaggio. La Permetrina (in USA "Durnanon" o "Permanone") è una sostanza repellente per gli insetti. Se si campeggia all'aperto, proteggere i quartieri notturni con reti antizanzare trattate con Permetrina. Utilizzare, all'interno, spray a base di piretro, come il RAID, o spirali antizanzare. Se possibile, scegliere zone con aria condizionata, nelle quali gli insetti sono meno attivi. Limitare le attività esterne alle ore di luce, evitando quelle notturne, evitare profumi ed acque di colonia, che possono attirare gli insetti. Se, nonostante tutto, si viene punti e si iniziano ad avvertire sintomi di tipo influenzale, recarsi immediatamente da un medico. Anche dopo il ritorno da un viaggio, l'insorgenza di sintomi, come febbre, cefalea, dolori muscolari, non deve mai essere sottovalutata. I sintomi di certe malattie tropicali, come la malaria, possono non comparire per settimane, mesi ed anche anni dopo l'esposizione, anche se era stata fatta un'adeguata prevenzione. Se non viene fatta alcuna prevenzione, quasi tutti i casi di malaria si evidenziano entro 30 giorni dalla puntura infettante. Non esiste alcuna prevenzione farmacologica per la Dengue, il modo migliore è di evitare le zanzare e di restare in guardia per la comparsa di eventuali sintomi. |
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