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Indice |
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| Alert Diver 1/2000: - Pseudoefedrina ed immersioni in Nitrox. |
Alert Diver 2/2000: - Ciguatera |
| Alert
Diver 4/00: - Chirurgia oculare per subacquei - Trattare le abrasioni provocate in acqua |
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| Pseudoefedrina ed
immersioni in Nitrox. Dr. E.D. Thalmann Nota: la pseudoefedrina è un decongestionante comunemente usato dai subacquei. Il DAN riceve molti quesiti a proposito della sicurezza dell'assunzione di questo farmaco durante l'immersione con Nitrox. Il quesito è spesso stimolato dall'aver sentito che alcune organizzazioni didattiche raccomandano di evitare questo farmaco se si usa nitrox. La prima domanda è: come è stata determinata l'associazione fra pseudoefedrina e tossicità neurologica da ossigeno (vedi anche Alert Diver 3/97). In effetti non ci sono pubblicazioni in merito; esiste solo un accenno al problema in un articolo di Tom Mount nel Giornale della IANTD (International Association of Nitrox and Trimix Divers) (Vol 92-1). In quest'articolo Mount cita diversi incidenti in cui si era anche avuto l'uso di decongestionanti: 1. Un sub che respirava una miscela "entro i limiti" di ossigeno è morto durante un immersione in grotta. Il sub aveva "elevati livelli" di pseudoefedrina nel sangue. Questo incidente avrebbe potuto essere effetto di una overdose, ma si sarebbe potuto trattare di convulsioni da ossigeno, come di altre condizioni patologiche estranee all'immersione. Non c'è informazione sufficiente. 2. Un sub ha "pallonato" separandosi dai compagni, durante un'immersione in aria ed è stato poi trovato morto. Aveva avuto un comportamento simile anche un'altra volta. In entrambi i casi aveva assunto pseudoefedrina prima delle immersioni. L'incidente sembra comportare situazioni di ipereccitabilità, un noto effetto collaterale della pseudoefedrina ed anche un sintomo di tossicità da ossigeno. 3. Un sub abituato ad immersioni profonde in aria è andato "quasi in coma" durante un'immersione. Quel giorno aveva assunto pseudoefedrina. Questo incidente comporta una depressione delle funzioni nervose, che non è un effetto collaterale della pseudoefedrina o della tossicità da ossigeno. 4. Un sub in Trimix ha sentito che "se ne stava andando" ed ha interrotto l'immersione. Aveva assunto pseudoefedrina. Si potrebbe trattare di ipereccitabilità, un noto effetto collaterale della pseudoefedrina ed anche un sintomo di tossicità da ossigeno. 5. Patti Mount si è sentita molto ansiosa ed apprensiva e faticava a mantenersi cosciente dopo l'assunzione del farmaco. Un incidente simile le era accaduto dopo aver assunto un farmaco antiistaminico per una puntura di medusa. Gli incidenti sono compatibili con depressione delle funzioni nervose, che non è un effetto della pseudoefedrina o dell'ossigeno, ma può essere collegato all'assunzione di antiistaminici, farmaci che dovrebbero essere evitati durante l'immersione. 6. Durante un'immersione del progetto Hydrolab negli anni 70, uno dei compagni di Mount assunse Actifed ( pseudoefedrina + antiistaminico) per un raffreddore e restò in coma per due giorni. Questo incidente non è collegabile a tossicità da ossigeno o agli effetti della pseudoefedrina. L'antiistaminico, comunque, può provocare un intorpidimento mentale "estremo", se assunto in dosi massicce. O quello stato potrebbe essere stato l'effetto della causa che aveva provocato il "raffreddore". 7. Durante un'immersione poco profonda Mount avvertì sintomi di narcosi da azoto, non giustificati dalla miscela che stava usando. Aveva assunto pseudoefedrina. L'incidente è compatibile con depressione nervosa, che non è un effetto della pseudoefedrina o dalla tossicità da ossigeno. 8. Mount riferisce che la Oceaneering International ha proibito l'uso della pseudoefedrina durante le immersioni lavorative da oltre 10 anni, a causa di "effetti indesiderati", ma senza altre informazioni. 9. Un contatto australiano ha riferito a Mount di molti incidenti simili a quelli descritti sopra, ma senza maggiori informazioni. Cosa si può concludere? Dal punto di vista farmacologico, la pseudoefedrina è un simpaticomimetico, i cui effetti principali sono la vasocostrizione delle mucose nasali e dei seni paranasali, con effetto decongestionante. Viene considerato un leggero stimolante delle funzioni nervose centrali ed i suoi effetti collaterali includono eccitabilità, capogiri, debolezza ed insonnia. Grandi dosi possono provocare effetti più gravi, fino al collasso cardiocircolatorio e le convulsioni. In realtà gli effetti collaterali sono rari, nelle persone sane e quando il farmaco viene usato secondo le istruzioni. Non si dovrebbe mai usare un farmaco per la prima volta subito prima di un'immersione, senza aver capito se lo si tollera normalmente in condizioni normali. Il punto, in ogni modo, è il seguente: gli incidenti riferiti da Mount sono collegabili all'uso di pseudoefedrina? I criteri da valutare sono cinque: 1) associazione statistica, 2) forza di questa associazione, 3) sequenza temporale dell'associazione, 4) costanza di risposta, 5) plausibilità biologica. Associazione statistica significa che gli effetti sono raramente osservati se non viene assunto il farmaco e che, se non viene fatta immersione, gli effetti sono ugualmente rari, anche con assunzione del farmaco. I casi riportati non offrono elementi di validazione in merito. Forza di associazione statistica significa che, quando viene assunto il farmaco, qualche forma di effetto collaterale accade con grande frequenza, cioè che l'incidenza degli effetti collaterali è alta. Dato che non sappiamo quanti individui assumono il farmaco prima dell'immersione, senza alcun effetto collaterale, non possiamo misurare l'incidenza. Sequenza temporale dell'associazione significa che gli effetti collaterali avvengono se il farmaco viene assunto prima di un'immersione e non se viene assunto dopo. Poiché si tratta di incidenti in cui il farmaco è stato sempre preso prima, questo criterio non è utilizzabile. Costanza di risposta significa che si osserva sempre lo stesso effetto quando il farmaco viene assunto, anche se l'incidenza è bassa. Questo non sembra applicabile ai casi riferiti. Plausibilità biologica significa che esistono meccanismi biologici identificabili attraverso i quali il farmaco provoca gli effetti indesiderati. In particolare, ci interessano quelli che potrebbero aumentare la suscettibilità alla tossicità da ossigeno. Qui esiste qualche prova. Nel 1962 il Dr. Peter Bennett pubblicò un articolo (Life Sciences; 12:721-727, 1962) sull'ipotesi che la tossicità da ossigeno e la narcosi da azoto fossero causate da meccanismi simili. Nel ratto, per esempio, i farmaci simpaticomimetici sembravano stimolare gli effetti neurotossici da ossigeno. Le conoscenze attuali dei meccanismi che provocano le convulsioni iperossiche giustificano che i farmaci simpaticomimetici, come la pseudoefedrina, possano aumentare la suscettibilità alla tossicità da ossigeno. E' anche stato dimostrato che i farmaci che inibiscono la stimolazione simpatica sembrano ridurre l'incidenza delle convulsioni iperossiche, anche se non è stata fatta alcuna validazione di questi studi in vivo sull'uomo. Esiste, quindi, almeno una ragione teorica per cui si dovrebbe evitare l'uso di pseudoefedrina se ci si immerge usando miscele ad elevata pressione parziale di ossigeno. La conclusione? In sub sani e normali e con uso di aria compressa, l'uso occasionale del farmaco, alle dosi raccomandate, non dovrebbe presentare rischi significativi, in presenza di normale reazione e tolleranza individuale al farmaco stesso comprovata dall'uso precedente, non in immersione. L'assunzione costante e continuata ( giornaliera ) durante un periodo di immersioni, dovrebbe essere evitata ed è ragionevole evitare la pseudoefedrina in assoluto se si intende immergersi con miscele azoto - ossigeno a pressione parziale di ossigeno superiore a 1,4 ATA. |
| E' meglio saperne di
più sulla Ciguatera prima di ammalarsi. di Joel Dovenbarger, DAN America Medical
Services. Domanda: la mia compagna di immersione ha accusato intorpidimento alla mani ed al viso dopo quattro giorni di immersioni nei Caraibi. Abbiamo pensato alla PDD, ma ci eravamo immersi con molta prudenza. Poi sono insorte nausea e diarrea. Conclusione: diagnosi di intossicazione da pesce / ciguatera. E' un problema comune nei Caraibi? Risposta: La ciguatera è comune fra i 35 gradi di latitudine nord e i 35 gradi di latitudine sud in tutto il mondo, e può essere una malattia assai seria, se si mangiano sufficienti quantità di pesce contaminato dalla tossina. Questa attacca i sistemi neurologico, gastrointestinale e cardiovascolare, causando una varietà di sintomi diversi. Nella diagnosi di PDD, nelle aree sospette del mondo, la ciguatera è uno degli elementi da considerare nella diagnosi differenziale. Molti sintomi sono simili e possono rendere la diagnosi difficile. Come si contrae la Ciguatera? La tossina è più comune nei pesci di reef più grandi e vecchi (snappers rossi, amberjacks, cernie, pesci chirurgo, barracuda). La cottura non disattiva la tossina, che non è identificabile per colore, odore o gusto. I sintomi possono comparire subito dopo l'ingestione, o dopo alcune ore, ma raramente dopo le 24 ore. I sintomi più comuni sono crampi addominali, nausea, vomito e diarrea, sintomi non generalmente associati alla PDD. Sono anche comuni intorpidimenti del viso, delle mani, dei piedi e di altre zone. Noi del DAN, di fronte a sintomi di intorpidimento chiediamo sempre se è presente anche intorno alla bocca o a carico della lingua. Questo segno particolare è comune nella ciguatera, ma non altrettanto nella PDD. Un altro segno comune della ciguatera - e non della PDD - è l'inversione della sensibilità termica: il caldo viene sentito come freddo e viceversa. Inoltre è stato riportato che la tossina della ciguatera altera il gusto, conferendo un sapore metallico a tutti i cibi. Altri sintomi generalizzati possono essere dolori muscolo-articolari, debolezza, spossatezza, eruzioni cutanee, brividi, prurito, cefalea e vertigine. Anche se raramente, la ciguatera può essere mortale. La durata dei sintomi varia, ma i sintomi più gravi generalmente si presentano fra il sesto e l'ottavo giorno. Non c'è molta informazione sulla persistenza dei sintomi nel tempo, anche se è noto che possono durare a lungo e, in alcuni individui, si possono ripresentare ogni volta che viene mangiato pesce. Normalmente i ristoranti dei Caraibi vagliano il pesce accuratamente, scartando quello che potrebbe essere contaminato dalla tossina della ciguatera. E' comunque saggio stare attenti a quello che si mangia e non sottovalutare eventuali sintomi insorti dopo aver mangiato pesce. |
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Chirurgia oculare per subacquei. Correzione del distacco di retina con
Lasik. Di Joel Dovenbarger D. Quanto si deve attendere prima di riprendere l'attività dopo un intervento per distacco di retina? R. Il rischio di distacco di retina aumenta con l'età. La parte interna dell'occhio è piena di un liquido denso, chiamato umore vitreo, che mantiene la retina in posizione. Invecchiando l'umore vitreo può perdere in consistenza e parti della retina si possono distaccare dal fondo oculare. Questo può comportare disturbi della vista, con visione ondulata od offuscata ed anche la cecità. Nonostante esistano altri meccanismi di distacco di retina, legati alla miopia estrema o a traumi, l'età è il fattore favorente più frequente. Dopo la chirurgia riparativa, non è infrequente vedere alcune macchie nere nel campo visivo - piccoli frammenti di retina che restano sospesi nell'umore vitreo. Queste possono essere fastidiosi, ma generalmente si risolvono col tempo. L'immersione non causa né contribuisce al distacco retinico nell'occhio normale. In assenza di complicazioni, l'attività può essere ripresa dopo due mesi dall'intervento D. Faccio 30-40 immersioni l'anno e voglio correggere la mia miopia con la nuova tecnica Lasik. Quanto dovrò aspettare prima di re-immergermi? R. La procedura Lasik (Laser In-situ Keratomileusis) è un modo oggi comune per correggere certi difetti visivi. Non esistono studi specifici correlati all'attività subacquea, né informazioni sui tempi di attesa prima di riprendere l'immersione. Le preoccupazioni principali riguardano i possibili danni da colpo di ventosa della maschera, a causa della pressione negativa che può esercitare sull'occhio. La lesione tessutale provocata da questo tipo di chirurgia è minore di quella di altre procedure chirurgiche; dopo chirurgia Lasik, nella maggioranza dei casi l'immersione si può riprendere dopo un paio di settimane. Considerando, però, la mancanza di dati specifici riguardo all'immersione, sarebbe consigliabile adottare un atteggiamento prudente ed attendere almeno un mese prima di sottoporre l'occhio al rischio potenziale di un barotrauma della maschera. Trattare le abrasioni provocate in acqua con grande attenzione. |
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