LA BUONA PRESSIONE. Cosa dovete
sapere sulle camere iperbariche. Di Hillary Viders
Cos'è una camera iperbarica e a cosa serve ? Si
tratta di strutture ( tipo grandi serbatoi ) entro i
quali un paziente respira ossigeno al 100 % a pressioni
superiori alla pressione atmosferica, per la cura di
diverse patologie. Un comune malinteso è di considerare
la medicina iperbarica come un nuovo, bizzarro e non
convenzionale metodo di terapia alternativa. Nulla di più
sbagliato! Usata inizialmente per curare le patologie da
decompressione dei palombari, la tecnologia si è
sviluppata negli ultimi anni dell'800. Negli ultimi 30
anni, la Ossigeno Terapia Iperbarica (OTI) è stata
largamente accettata come una terapia utile per molte
affezioni, il cui trattamento con OTI è raccomandato da
diversi Comitati Scientifici Internazionali. Le
indicazioni sono le seguenti: gangrena gassosa,
intossicazione da ossido di carbonio e da fumo,
avvelenamento da cianuro ed idrogeno solforato, alcune
ustioni, infezioni necrotizzanti dei tessuti molli,
ferite complicate, lesioni da schiacciamento, innesti
cutanei a rischio, certe lesioni del midollo spinale,
certe amputazioni, osteomieliti, vari tipi di
radionecrosi ed altre indicazioni minori.
Quale è il principio su cui si fonda la OTI? L'efficacia
dell'OTI si basa su di un principio comune: l'ossigeno
viene trasportato ai tessuti ed alle cellule dall'emoglobina
del sangue. In condizioni normali, quando si respira aria
atmosferica, l'emoglobina è satura di ossigeno quasi al
100%. Traumi, lesioni o malattie, però, possono alterare
questo processo, privando i tessuti e le cellule - in
tutto o in parte - del necessario apporto di ossigeno. In
tali circostanze, la pressione atmosferica non è
sufficiente a forzare quantità sufficienti di ossigeno
nel sangue e nei tessuti. Anche se l'emoglobina non può
assorbire molto più ossigeno che in condizioni normali,
l'uso di OTI satura di ossigeno il plasma, cioè la parte
liquida del sangue, aumentando grandemente l'apporto di
ossigeno ai tessuti ed alle cellule. Aumentando la
pressione ambiente fino a tre volte, si provoca la
soluzione di ossigeno nel plasma fino a concentrazioni di
10 - 15 volte superiori al normale, con il risultato di
una maggior concentrazione di ossigeno nei tessuti. Oltre
ad iperossigenare il sangue, la maggior ossigenazione dei
tessuti rafforza grandemente la capacità dell'organismo
di uccidere i batteri patogeni e di combattere certe
infezioni. Riduce, inoltre, l'edema dei tessuti (accumulo
di liquidi) attraverso la vasocostrizione ed aiuta la
deposizione di nuovo tessuto connettivo per la
riparazione delle ferite.
Come funzione l'OTI per la cura degli incidenti
subacquei? L'OTI è il trattamento di elezione per
tutte le Patologie Da Decompressione (PDD), siano essi
Embolia Gassosa Arteriosa (EGA) o Malattia Da
Decompressione (MDD). Da un punto di vista pratico, la
distinzione fra queste due forme di PDD può essere
impossibile, solo sulla base dei sintomi e delle
manifestazioni cliniche. La MDD è conseguente alla
formazione di bolle gassose nell'organismo, che bloccano
la circolazione ed il trasporto di ossigeno ai diversi
tessuti del corpo. La EGA è causata da bolle che
penetrano nelle arterie attraverso lacerazioni del
tessuto polmonare. Il trattamento di entrambe le forme
inizia con la ricompressione, per ridurre la dimensione
delle bolle e favorirne la dissoluzione.
EGA. Se un sub risale troppo rapidamente, o non
espira durante la risalita, anche da profondità minime,
l'aria intrappolata nei polmoni si espande e li può
lacerare. Questo comporta il passaggio di gas, in forma
di bolle, nel circolo arterioso. Le bolle circolanti
possono provocare danni acutissimi, bloccando il circolo
cerebrale, cardiaco o di altri organi. Anche se la EGA è
tipicamente provocata da risalite in apnea, può anche
essere il risultato di patologie polmonari, come la
bronchite o l'asma, del fumo, o di malformazioni
anatomiche che possono facilitare l'intrappolamento di
aria nei polmoni. Un sub colpito da EGA deve essere
immediatamente stabilizzato in un Pronto Soccorso e
ricompresso al più presto.
MDD. Durante l'immersione i tessuti assorbono
azoto dall'aria respirata, proporzionalmente alla
pressione esterna. Fino a che il sub resta in profondità,
questo non è un problema. Ma se la pressione esterna
viene ridotta troppo rapidamente - una risalita troppo
veloce - l'azoto non resta in soluzione e forma bolle
gassose nel sangue e nei tessuti. Questo può accadere
anche se si sono (apparentemente) rispettate le regole.
In effetti è sempre prudente restare ENTRO i limiti
delle tabelle o dei computers subacquei e non
raggiungerli.
Esistono diversi fattori di rischio per la PDD: età,
forma fisica, disidratazione, tipologia corporea, e,
verosimilmente, molti altri ancora sconosciuti. A seconda
della quantità e della collocazione delle bolle, i
sintomi di PDD possono essere pronunciati ed evidenti,
come un forte ed acuto dolore o una alterazione cutanea
ben visibile, oppure subdoli e poco riconoscibili. I casi
più gravi possono colpire il cervello, il midollo
spinale o il sistema cardio-polmonare. La PDD crea due
tipi di problemi nell'organismo: un problema meccanico ed
un problema chimico o biologico. Il problema meccanico è
causato dall'aggregazione locale di bolle gassose, che
provoca edema, distorsione e danno cellulare e tissutale.
Il problema chimico è rappresentato dall'insieme delle
reazioni dell'organismo alla presenza delle bolle ed al
blocco dell'apporto di ossigeno alle cellule. Queste
reazioni includono la coagulazione del sangue, la
formazione di emboli di grasso, l'attivazione delle
piastrine e dei leucociti e l'accumulo di acido lattico.
Queste alterazioni compromettono ulteriormente la
circolazione del sangue e l'apporto di ossigeno alle
cellule, che, se il problema non viene corretto, vanno
rapidamente incontro a morte, con il risultato di danni
permanenti.
Uno degli scopi immediati della terapia iperbarica è
quello di ridurre la dimensione delle bolle. A 5 ATA, per
esempio, una bolla è ridotta al 20 % del volume
originale ed al 60% del diametro originale. La
respirazione di ossigeno al 100% in una camera iperbarica
pressurizzata aumenta grandemente il gradiente di
pressione parziale di azoto fra le bolle ed il sangue ed
accelera il loro riassorbimento. La respirazione di
ossigeno a pressione, inoltre, aumenta l'apporto di
ossigeno ai tessuti ipossici e sofferenti, che così
possono mantenersi funzionanti fino a quando non viene
ripristinato il flusso sanguigno normale.
Quanti tipi di camere iperbariche esistono? Le
camere monoposto possono accogliere un solo paziente. In
genere funzionano con ossigeno puro e possono essere
pressurizzate fino a 3 ATA. L'elevata concentrazione di
ossigeno all'interno preclude l'uso di qualsiasi apparato
elettrico, anche se esistono speciali attrezzature
medicali, essenzialmente di rianimazione, specialmente
disegnate per l'uso in queste camere. Un tipo particolare
di monoposto è stato introdotto recentemente sul mercato
subacqueo. Si tratta di camere gonfiabili, progettate per
trattamenti di emergenza e per l'evacuazione sotto
pressione da aree remote. Sono leggere e relativamente
poco costose, ma sono pressurizzabili fino a 3 ATA di
pressione e, quindi, di uso limitato negli incidenti da
immersione.
Le camere multiposto sono lo strumento preferenziale per
la cura della PDD. Possono ospitare più subacquei
contemporaneamente e sono operative fino a 6 ATA. In
queste camere si utilizza aria per la compressione,
mentre l'ossigeno viene respirato attraverso maschere,
tubi tracheali o speciali caschi. Il personale medico può
entrare ed uscire dalla camera durante ogni fase del
trattamento, che si può prolungare per tutto il tempo
necessario.
Cosa avviene durante un trattamento iperbarico? In
caso di PDD severa, la ricompressione è cruciale ed
essenziale per la riduzione delle bolle gassose. I
trattamento seguono specifiche tabelle operative.
Esistono molti tipi di tabelle terapeutiche, ognuna delle
quali comporta diversi tempi, pressioni di esposizione e
tipo di gas respirato. La tabella più comune per la cura
della PDD nell'immersione ricreativa è la Tabella 6
della Marina Americana. Esistono anche tabelle diverse,
specifiche per il trattamento di patologie non subacquee,
come quelle ricordate sopra. Per ridurre il rischio di
incendio nelle camere iperbariche, i pazienti e gli
assistenti indossano, in genere, abiti ignifughi, tutti
gli strumenti elettrici devono essere a basso voltaggio,
grande cautela viene prestata ad evitare l'introduzione
nella camera iperbarica di oggetti come sigarette,
accendini, fiammiferi, ma anche orologi, materiali da
trucco, rossetti, lacche per capelli, materiali oleosi,
fibre sintetiche, o qualunque altro materiale
infiammabile. Quando la camera è pressurizzata, ai
pazienti viene chiesto di compensare, come se stessero
facendo un'immersione. Raramente capita che non ne siano
capaci. In questi casi, si aumenta la pressione molto
lentamente. Se anche così non si riesce, o in altri casi
particolari, viene effettuata un'operazione chiamata
miringotomia, che consiste nel praticare un piccolo foro
nel timpano, che si chiuderà in qualche giorno, ma che,
intanto, consentirà la compressione senza dolore o danni.
Come sapere se si ha bisogno di una camera iperbarica e
dove trovarla?
La PDD è una situazione clinica seria, che richiede
trattamento ricompressivo. I sintomi di PDD compaiono
generalmente fra 15 minuti e 24 ore dopo l'emersione. In
caso di volo durante questo intervallo, i sintomi possono
comparire anche con maggiore ritardo. In questi casi, più
precoce è il trattamento, migliore e più rapida è la
guarigione. Nelle fasi iniziali del trattamento non si
deve perdere tempo nel fare distinzione fra EGA ed MDD.
Il trattamento acuto è lo stesso: ossigeno 100%, mentre
viene attivato il piano di emergenza. Anche se i sintomi
iniziali sono lievi, possono peggiorare nel tempo e non
dovrebbero mai essere ignorati. A volte i sintomi
migliorano con la somministrazione di ossigeno al 100%.
Questo non deve essere interpretato come un segno di
guarigione, i sintomi possono ricomparire. La terapia
specializzata è sempre necessaria. Se vi serve una
camera iperbarica, come trovarla? Chiamate la linea di
emergenza del DAN Europe al +41.1.1414 o al numero di
emergenza nazionale che trovate sulla tessera DAN. I
medici DAN vi assisteranno nella diagnosi e nel
trattamento iniziale, nell'indirizzarvi alla struttura
terapeutica più appropriata e nel localizzare la più
vicina camera iperbarica disponibile. NON E'
consigliabile portare direttamente un sub alla camera
iperbarica. Conoscerne l'ubicazione non ne garantisce la
disponibilità immediata. Inoltre, possono essere
necessarie operazioni cliniche di stabilizzazione da
eseguirisiin sala di Primo Soccorso o Rianimazione. Se
poi è necessaria un'evacuazione di emergenza, devono
essere attivati la Guardia Costiera, i Servizi di
Emergenza o, nel caso di Iscritti DAN, il DAN Travel
Assist. Ogni sub dovrebbe avere un chiaro piano di azione
di emergenza e gli strumenti adeguati per stabilire e
mantenere un contatto con le organizzazioni ricordate
sopra.
Ricordate sempre, se siete in dubbio chiamate il DAN
Quanto costa un trattamento iperbarico e le spese sono
coperte dalla mia assicurazione? I trattamenti
iperbarici sono costosi. In alcuni paesi un trattamento
di 6 ore può costare fino a 9000 Dollari Americani,
senza contare le spese di trasporto e quelle mediche ed
ospedaliere. In alcuni casi sono necessari diversi
trattamenti iperbarici, in più giorni.
Quasi nessuna assicurazione privata copre i trattamenti
iperbarici per incidenti subacquei ed i servizi sanitari
nazionali non riconoscono trattamenti di questo tipo
eseguiti in paesi che non hanno accordi di reciprocità o
da parte di strutture private. Una buona copertura
assicurativa, come quella del DAN, è essenziale
PRINCIPALI SEGNI E SINTOMI DELLA EMBOLIA GASSOSA
ARTERIOSA
Segni: schiuma rossastra da bocca o naso, paralisi
o debolezza muscolare, convulsioni, perdita di coscienza,
arresto respiratorio, morte.
Sintomi: vertigini, problemi visivi, dolore
toracico, disorientamento, alterazioni della personalità,
paralisi o debolezza.
Nota: i sintomi compaiono di solito durante o
immediatamente dopo l'emersione e ricordano quelli di un
ictus cerebrale PRINCIPALI
SEGNI E SINTOMI DELLA MALATTIA DA DECOMPRESSIONE
Segni: eruzioni cutanee, paralisi, debolezza
muscolare, barcollamento, accessi di tosse, collasso o
perdita di coscienza.
Sintomi: spossatezza estrema, fastidio e prurito
cutaneo, dolore agli arti o al torso, vertigine,
intorpidimenti e formicolii, paralisi, disturbi
respiratori,
Nota: i sintomi compaiono di solito fra 15 minuti e 24
ore dall'emersione, ma nei casi più gravi i sintomi
possono comparire prima dell'emersione o immediatamente
dopo. La comparsa più ritardata è rara, ma può
accadere, specialmente se l'immersione è seguita da un
volo aereo.
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