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Gli articoli del DAN Europe -Estratti 2/2000


Dolore ai denti in immersione. Laurence Stein, DDS

Il caso. Alla prima immersione, a 3 metri, una settimana dopo una banale otturazione, avvertii dolore a quel dente. Continuando a discendere il dolore non aumentava e conclusi l'immersione dopo circa 40 minuti a 15 metri. Durante la risalita il dolore si concentrò sul dente otturato ed aumentava di intensità mentre mi avvicinavo alla superficie. Sospettando una cavità aerea nel dente, sono andata dal dentista. I raggi del dente non mostrarono aria ed il dentista sospettò una sinusite. Comunque, dato che non mi era mai capitato niente di simile in oltre 1000 immersioni, chiesi che l'otturazione fosse cambiata. Questo sembrò risolvere il problema e continuai le mie immersioni senza disturbi. Dopo un po', però, cominciai ad avvertire ipersensibilità al caldo ed al freddo a livello di quel dente. Il dentista lo rivesti di materiale isolante, ma senza successo. L'otturazione fu nuovamente sostituita. Due giorni dopo, a circa 9 metri di profondità, di nuovo dolore, questa volta terribile. Iniziai una risalita lentissima, ma a 3 metri il dolore divenne intollerabile. Ci vollero più di 4 ore perché se ne andasse. Chiamai il DAN e mi fu dato il nome di un dentista vicino a me, che scoprì una frattura del dente che mi faceva male, che permetteva l'entrata dell'aria ed il suo variare di volume con le variazioni di pressione. Il dente fu curato con una corona di consolidamento per eliminare ogni via di entrata d'aria. 
Il commento. La fonte più comune di dolore dentale in immersione, in funzione dalla pressione, è nei seni mascellari. In questo caso, però, gli esami di transilluminazione ad alta intensità rivelarono una frattura verticale del dente dolorante, con molte zone radio-trasparenti agli apici delle radici dentarie, che indicano un danno del nervo. La clinica era compatibile con una pulpite irreversibile con associata frattura del dente. Potevano le precedenti trapanazioni aver facilitato la frattura? Il mio sospetto era di una frattura già pre-esistente. Quando il dente è leso o quando dei batteri sono intrappolati dentro la camera dentaria, normalmente cresce la pressione interna al dente; quando questa supera la pressione del sangue, il flusso ematico in quella zona cessa, insieme all'apporto di ossigeno e nutrienti ed alla rimozione di sangue venoso e anidride carbonica. Lo specialista, in questi casi, attua una cura canalare, che mira a drenare la pressione in eccesso ed a rimuovere il nervo morto. Maggiori sono i traumi cui un dente va incontro nella sua vita (otturazioni, fratture, carie, ..), maggiori sono le probabilità che vada incontro a problemi, come è successo a questa subacquea. Quando la esaminai, il nervo del dente leso era parzialmente morto, con compromissione del flusso sanguigno. L'aumento di pressione, durante l'immersione, consentiva l'accumulo di gas in tessuti che non godevano più di un afflusso ematico sufficiente ad eliminarne l'accumulo. Il risultato era l'espansione del dente lungo la linea di frattura ed il conseguente dolore. Il trattamento definitivo di chirurgia canalare, riempimento della camera dentale e posizionamento di una corona di rinforzo della frattura, ha risolto il problema.

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