Dolore ai denti in immersione.
Laurence Stein, DDS
Il caso. Alla prima immersione, a 3 metri, una settimana
dopo una banale otturazione, avvertii dolore a quel dente.
Continuando a discendere il dolore non aumentava e
conclusi l'immersione dopo circa 40 minuti a 15 metri.
Durante la risalita il dolore si concentrò sul dente
otturato ed aumentava di intensità mentre mi avvicinavo
alla superficie. Sospettando una cavità aerea nel dente,
sono andata dal dentista. I raggi del dente non
mostrarono aria ed il dentista sospettò una sinusite.
Comunque, dato che non mi era mai capitato niente di
simile in oltre 1000 immersioni, chiesi che l'otturazione
fosse cambiata. Questo sembrò risolvere il problema e
continuai le mie immersioni senza disturbi. Dopo un po',
però, cominciai ad avvertire ipersensibilità al caldo
ed al freddo a livello di quel dente. Il dentista lo
rivesti di materiale isolante, ma senza successo. L'otturazione
fu nuovamente sostituita. Due giorni dopo, a circa 9
metri di profondità, di nuovo dolore, questa volta
terribile. Iniziai una risalita lentissima, ma a 3 metri
il dolore divenne intollerabile. Ci vollero più di 4 ore
perché se ne andasse. Chiamai il DAN e mi fu dato il
nome di un dentista vicino a me, che scoprì una frattura
del dente che mi faceva male, che permetteva l'entrata
dell'aria ed il suo variare di volume con le variazioni
di pressione. Il dente fu curato con una corona di
consolidamento per eliminare ogni via di entrata d'aria.
Il commento. La fonte più comune di dolore dentale in
immersione, in funzione dalla pressione, è nei seni
mascellari. In questo caso, però, gli esami di
transilluminazione ad alta intensità rivelarono una
frattura verticale del dente dolorante, con molte zone
radio-trasparenti agli apici delle radici dentarie, che
indicano un danno del nervo. La clinica era compatibile
con una pulpite irreversibile con associata frattura del
dente. Potevano le precedenti trapanazioni aver
facilitato la frattura? Il mio sospetto era di una
frattura già pre-esistente. Quando il dente è leso o
quando dei batteri sono intrappolati dentro la camera
dentaria, normalmente cresce la pressione interna al
dente; quando questa supera la pressione del sangue, il
flusso ematico in quella zona cessa, insieme all'apporto
di ossigeno e nutrienti ed alla rimozione di sangue
venoso e anidride carbonica. Lo specialista, in questi
casi, attua una cura canalare, che mira a drenare la
pressione in eccesso ed a rimuovere il nervo morto.
Maggiori sono i traumi cui un dente va incontro nella sua
vita (otturazioni, fratture, carie, ..), maggiori sono le
probabilità che vada incontro a problemi, come è
successo a questa subacquea. Quando la esaminai, il nervo
del dente leso era parzialmente morto, con compromissione
del flusso sanguigno. L'aumento di pressione, durante l'immersione,
consentiva l'accumulo di gas in tessuti che non godevano
più di un afflusso ematico sufficiente ad eliminarne l'accumulo.
Il risultato era l'espansione del dente lungo la linea di
frattura ed il conseguente dolore. Il trattamento
definitivo di chirurgia canalare, riempimento della
camera dentale e posizionamento di una corona di rinforzo
della frattura, ha risolto il problema. Torna ad
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