Nutrire i pesci in libertà. Bill
Alevizon, Ph.D.
Le immersioni dedicate a nutrire i pesci, specialmente
gli squali, sono diventate un mega-trend del turismo sub
degli ultimi anni, ma dietro alle spettacolari "esperienze
con gli squali" ed alle imprese che li organizzano
sorgono serie preoccupazioni sia per le persone che per
gli animali marini coinvolti. Dopo tutto, abbiamo smesso
di nutrire gli orsi, ed a buona ragione. Nutrire gli
animali selvaggi ha inevitabilmente condotto, in tutti i
contesti e gli ambienti, a: 1) seri problemi di salute
degli animali e 2) aumento del rischio di attacco alle
persone da parte degli animali, inclusi i mammiferi
marini e specialmente i delfini. Nutrire gli animali
selvatici altera i comportamenti nutritivi dell'animale e
può condurre ad una diminuita abilità nel cacciare o
procurarsi il cibo autonomamente. Può anche generare una
durevole dipendenza dalle persone. Gli animali vengono
sovente nutriti con cibi che non sono in grado di
digerire o metabolizzare. Inoltre, gli animali nutriti
dall'uomo tendono a perdere la naturale attenzione
sospettosa verso l'uomo ed i suoi congegni. Questo pone l'animale
a maggior rischio di investimento da automobili, barche,
eliche, di intrappolamento in reti o strumenti da pesca e
li rende più facili prede del bracconaggio e della
caccia. Il nutrimento costante di animali selvatici in
una determinata area ha ramificazioni ambientali che si
estendono ben oltre la diretta minaccia all'animale
nutrito: cambiamenti delle abitudini alimentari e della
distribuzione locale dei pesci di reef nelle zone dove il
nutrimento artificiale è praticato con regolarità sono
stati documentati scientificamente nelle Hawaii, così
come sono state documentate alterazioni comportamentali e
degli schemi di movimento degli squali nutriti a mano
dall'uomo. Questo implica che, cambiando il tipo di cibo,
il tempo ed il luogo della normale alimentazione in una
particolare zona, si alterano le vie naturali di
nutrimento ed il flusso di energia nella comunità ittica
che la abita. Inoltre è stato stabilito che il
nutrimento di animali selvatici comporta frequentemente
un maggior rischio di attacco contro le persone coinvolte.
Centinaia di persone sono ferite ogni anno in questo modo,
ed alcuni vengono uccisi. Nell'ambiente marino, sono
state riportate dozzine di morsi da delfini nutriti, da
quando, alcuni anni fa, nel Golfo del Messico sono
iniziate le "Dolphin Feeding Cruises". Le
lesioni più comuni includono lacerazioni del volto,
delle mani, braccia e torso e la perdita di dita. Fra i
pesci, quelli coinvolti più frequentemente sono gli
squali, le murene, le cernie ed i barracuda.
Particolarmente preoccupanti sono, oggi, i casi in cui
sub principianti hanno perso parti della mano od hanno
subiti altre gravi lesioni, cercando di emulare le
prestazioni di divemasters ben più esperti e "stagionati".
Le operazioni di nutrimento a mano degli squali sono
particolarmente preoccupanti, non solo per i sub
circostanti, ma virtualmente per chiunque si trovi in
acqua nelle vicinanze del luogo di "nutrimento",
inclusi i bagnanti di spiagge vicine. Questo accade perché,
contrariamente alla maggioranza dei pesci di reef, gli
squali hanno un "territorio personale" molto
vasto e coprono grandi distanze nella loro quotidiana
ricerca di cibo. Nel corso di una recente udienza a Fort
Lauderdale, Florida, molti sub hanno riferito di essere
stati frequentemente molestati da squali dal
comportamento molto aggressivo, in zone dove, da anni,
erano abituati ad immergersi senza alcun problema, prima
che iniziasse la pratica di nutrimento artificiale degli
squali da parte di altri sub. Il solo caso conosciuto di
morte di un sub, attribuita al nutrimento artificiale di
pesci in libertà, è avvenuto in Australia. Un apneista
è annegato dopo l'attacco di un grosso "Sea Bass"
(specie simile al branzino) in una località dove veniva
praticato il "Fish Feeding". Dai reperti
autoptici il medico legale concluse che l'apneista era
stato colpito e poi afferrato dal pesce ( con la bocca),
fino a farlo annegare. Una delle maggiori obiezioni al
"fish feeding" è che questa pratica, se
continuata per un certo tempo in una zona, compromette la
qualità dell'immersione di altri sub, non interessati a
nutrire i pesci. Si osservano cambiamenti distinti nel
comportamento di molti pesci di reef, con pesci
normalmente timidi che si precipitano fuori dalle tane
quando i sub entrano in acqua e si avvicinano
aggressivamente a loro in cerca di cibo. Simili sciami di
Snapper dalla coda gialla e di Sergenti Maggiori, in
cerca di cibo artificiale, sono diventati assai comuni
nelle Florida Keys e sono, frequentemente, causa di morsi
dolorosi ed, in alcuni casi, di piccole lesioni ai lobi
delle orecchie dei sub. Torna ad inizio pagina
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