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Gli articoli del DAN Europe -Estratti 2/2000


Nutrire i pesci in libertà. Bill Alevizon, Ph.D.

Le immersioni dedicate a nutrire i pesci, specialmente gli squali, sono diventate un mega-trend del turismo sub degli ultimi anni, ma dietro alle spettacolari "esperienze con gli squali" ed alle imprese che li organizzano sorgono serie preoccupazioni sia per le persone che per gli animali marini coinvolti. Dopo tutto, abbiamo smesso di nutrire gli orsi, ed a buona ragione. Nutrire gli animali selvaggi ha inevitabilmente condotto, in tutti i contesti e gli ambienti, a: 1) seri problemi di salute degli animali e 2) aumento del rischio di attacco alle persone da parte degli animali, inclusi i mammiferi marini e specialmente i delfini. Nutrire gli animali selvatici altera i comportamenti nutritivi dell'animale e può condurre ad una diminuita abilità nel cacciare o procurarsi il cibo autonomamente. Può anche generare una durevole dipendenza dalle persone. Gli animali vengono sovente nutriti con cibi che non sono in grado di digerire o metabolizzare. Inoltre, gli animali nutriti dall'uomo tendono a perdere la naturale attenzione sospettosa verso l'uomo ed i suoi congegni. Questo pone l'animale a maggior rischio di investimento da automobili, barche, eliche, di intrappolamento in reti o strumenti da pesca e li rende più facili prede del bracconaggio e della caccia. Il nutrimento costante di animali selvatici in una determinata area ha ramificazioni ambientali che si estendono ben oltre la diretta minaccia all'animale nutrito: cambiamenti delle abitudini alimentari e della distribuzione locale dei pesci di reef nelle zone dove il nutrimento artificiale è praticato con regolarità sono stati documentati scientificamente nelle Hawaii, così come sono state documentate alterazioni comportamentali e degli schemi di movimento degli squali nutriti a mano dall'uomo. Questo implica che, cambiando il tipo di cibo, il tempo ed il luogo della normale alimentazione in una particolare zona, si alterano le vie naturali di nutrimento ed il flusso di energia nella comunità ittica che la abita. Inoltre è stato stabilito che il nutrimento di animali selvatici comporta frequentemente un maggior rischio di attacco contro le persone coinvolte. Centinaia di persone sono ferite ogni anno in questo modo, ed alcuni vengono uccisi. Nell'ambiente marino, sono state riportate dozzine di morsi da delfini nutriti, da quando, alcuni anni fa, nel Golfo del Messico sono iniziate le "Dolphin Feeding Cruises". Le lesioni più comuni includono lacerazioni del volto, delle mani, braccia e torso e la perdita di dita. Fra i pesci, quelli coinvolti più frequentemente sono gli squali, le murene, le cernie ed i barracuda. Particolarmente preoccupanti sono, oggi, i casi in cui sub principianti hanno perso parti della mano od hanno subiti altre gravi lesioni, cercando di emulare le prestazioni di divemasters ben più esperti e "stagionati". Le operazioni di nutrimento a mano degli squali sono particolarmente preoccupanti, non solo per i sub circostanti, ma virtualmente per chiunque si trovi in acqua nelle vicinanze del luogo di "nutrimento", inclusi i bagnanti di spiagge vicine. Questo accade perché, contrariamente alla maggioranza dei pesci di reef, gli squali hanno un "territorio personale" molto vasto e coprono grandi distanze nella loro quotidiana ricerca di cibo. Nel corso di una recente udienza a Fort Lauderdale, Florida, molti sub hanno riferito di essere stati frequentemente molestati da squali dal comportamento molto aggressivo, in zone dove, da anni, erano abituati ad immergersi senza alcun problema, prima che iniziasse la pratica di nutrimento artificiale degli squali da parte di altri sub. Il solo caso conosciuto di morte di un sub, attribuita al nutrimento artificiale di pesci in libertà, è avvenuto in Australia. Un apneista è annegato dopo l'attacco di un grosso "Sea Bass" (specie simile al branzino) in una località dove veniva praticato il "Fish Feeding". Dai reperti autoptici il medico legale concluse che l'apneista era stato colpito e poi afferrato dal pesce ( con la bocca), fino a farlo annegare. Una delle maggiori obiezioni al "fish feeding" è che questa pratica, se continuata per un certo tempo in una zona, compromette la qualità dell'immersione di altri sub, non interessati a nutrire i pesci. Si osservano cambiamenti distinti nel comportamento di molti pesci di reef, con pesci normalmente timidi che si precipitano fuori dalle tane quando i sub entrano in acqua e si avvicinano aggressivamente a loro in cerca di cibo. Simili sciami di Snapper dalla coda gialla e di Sergenti Maggiori, in cerca di cibo artificiale, sono diventati assai comuni nelle Florida Keys e sono, frequentemente, causa di morsi dolorosi ed, in alcuni casi, di piccole lesioni ai lobi delle orecchie dei sub.

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