Estratto dell'articolo pubblicato su Alert Diver 3/2000 |
| Esercizio Fisico ed
Immersione. Joel Dovenbarger C'è maggior rischio di PDD se si svolgono attività fisiche intense? Una risposta rapida può essere: non ci sono dati certi. Nel 1949, la Marina USA osservo che due ore di intenso esercizio dopo-immersione aumentava significativamente l'incidenza di PDD. Negli anni 70 e 80, durante ricerche presso la Duke University, diversi subacquei svilupparono gravi forme di PDD dopo immersioni fatte dopo intenso sollevamento di pesi. Altre osservazioni della Marina USA si riferiscono a subacquei militari che seguono regimi di quotidiano ed intenso allenamento fisico. Fu raccomandato ai sub di mantenere il livello di attività fisica necessario al semplice mantenimento dell'allenamento e di non aumentare il livello di attività durante il periodo delle immersioni sperimentali. In particolare, fu raccomandato di evitare ogni livello di esercizio che provocasse dolenzia muscolare prolungata ( più di 30 minuti dopo l'esercizio). Ogni seduta di allenamento doveva essere completata almeno duo ore prima dell'immersione o iniziata almeno duo ore dopo. In un altro studio, invece, i sub correvano per 5 chilometri nell'intervallo fra immersioni ripetitive, per simulare azioni di combattimento. Non fu osservato alcun aumento dell'incidenza di PDD, anche se i sub riferirono frequenti dolori muscolari e alterate sensazioni cutanee. Questi sintomi, in situazioni diverse, potrebbero generare confusione con forme di PDD e portare a trattamenti non necessari. Da punto di vista fisiologico l'assorbimento di azoto dipende molto dalla temperatura e dalla circolazione del sangue. Attività fisiche intense dopo l'immersione possono aumentare il rischio di formazione di bolle gassose e non sono consigliabili. D'altro canto, l'immersione dovrebbe essere iniziata in stato di riposo muscolare, a muscoli non surriscaldati dall'esercizio e che non richiedono elevati apporti di ossigeno e di flusso sanguigno. Quando entriamo in acqua, siamo relativamente caldi ed assorbiamo azoto proporzionalmente alla situazione di flusso ematico del momento. Una volta in acqua, iniziamo a raffreddarci, i vasi sanguigni diminuiscono di diametro ( vasocostrizione), il flusso ematico diminuisce ed assorbiamo meno azoto. Dopo l'immersione, siamo ancora relativamente freddi e la desaturazione non avviene sempre secondo il modello matematico teorico. Da questo punto di vista, l'esercizio dopo l'immersione potrebbe essere utile. Come vedete, ci sono elementi discordanti e non esiste una risposta sicura alla domanda iniziale. Un suggerimento prudenziale potrebbe essere di attendere almeno due ore, meglio se addirittura quattro, prima di immergersi dopo un intenso esercizio fisico. |
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