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  Estratto dell'articolo pubblicato su Alert Diver 4/2000

Il "Dito da Foca", una rara infezione.

Per quelli che amano i mammiferi marini e collaborano con acquari o centri di recupero, desideriamo dare alcuni consigli utili su alcuni problemi che i nostri amici pinnipedi possono provocare.
La loro pelle, le fauci e le unghie ospitano diversi microrganismi. In caso di tagli, morsi o abrasioni, specie a carico delle mani, si possono avere lesioni assai dolorose che possono anche sfociare in patologie croniche.
Queste infezioni sono virtualmente sconosciute a chi non vive ed opera in zone dove i pinnipedi sono comuni e diversi casi di "dito da foca" , non adeguatamente diagnosticati e curati, hanno provocato danni permanenti . Si tratta di una grave, ma localizzata, infezione, caratterizzata da dolore acuto, gonfiore, arrossamento, secrezioni siero-purulente, alterazioni artritiche acute delle articolazioni più vicine, che possono aversi precocemente, ma sono, in genere, ritardate. Nei tempi passati, i cacciatori di foche che soffrivano di questo problema, si tagliavano il dito per eliminare il dolore. In caso di lesione da parte di una foca, è importante prendere immediate precauzioni, lavando accuratamente le ferite con acqua e sapone e pulendole con alcool. De diversi antibiotici utilizzati, solo la tetraciclina si è dimostrata realmente utile, a dosaggi di 500 mg quattro volte al giorno per tre - sette settimane. Il successo della terapia è legato alla precocità dell'intervento e dalla gravità dell'infezione.

Anisakis Simplex 

L'Anisakis simplex (AS), uno dei tanti parassiti dei pesci, è un verme con un corpo oblungo e simmetrico. Gli ospiti più comuni sono gli sgombridi, i tonni, i salmoni, le sardine, le acciughe, il merluzzo, il nasello. Gli esseri umani si infestano mangiando pesce crudo o poco cotto, ma anche pesce affumicato, salato o in salamoia congelamento per 24 ore uccide le larve Il parassita invade le pareti del tratto gastrointestinale, dallo stomaco all'intestino. L'infestazione provoca anisakiasi acuta e/o cronica. La forma acuta è caratterizzata da severi dolori addominali, nausea, vomito, che compaiono da una a poche ore dopo l'ingestione di pesce infestato. L'anisakiasi cronica provoca sintomi simili a quelli dell'ulcera peptica, dell'appendicite, delle affezioni intestinali infiammatorie ed anche dell'ostruzione intestinale. Anche se non comunemente, l'anisakiasi può coinvolgere altri organi, come fegato, milza e pancreas ed è. Sempre più frequentemente riconosciuta come la causa di orticaria acuta, angioedema, shock anafilattico. Molte delle reazioni allergiche attribuite al pesce, sono, in realtà, allergie agli antigeni di questo verme parassita. Questi antigeni non vengono inattivati dalle alte temperature e, quindi, resistono alla cottura, come, anche, al congelamento. Non esistono esami di laboratorio per identificare l'Anisakis Simplex, ma gli esami radiografici dell'intestino con mezzo di contrasto, la gastroscopia, gli esami del sangue per l'identificazione di anticorpi contro l'Anisakis e l'ultrasonografia possono facilitare la diagnosi. Se la gastroscopia rivela il parassita, questo può essere direttamente rimosso attraverso il gastroscopio, con scomparsa dei sintomi entro pochi giorni o un paio di settimane. La prevenzione è il miglior trattamento e si ottiene con la corretta cottura del pesce. Se compaiono sintomi dopo aver mangiato pesce e resistono alle normali terapie, sarà utile dare al medico tutti i dettagli sull'eventuale pesce consumato di recente e sul metodo di cottura utilizzato. Anche se la durata della malattia può variare, il parassita generalmente muore in pochi giorni ed i sintomi si risolvono senza effetti residui. 

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